All posts by author

Facebook e Instagram: gli Insights che migliorano la comunicazione

Posted by / 19 novembre 2018 / Categories: Facebook, Instagram, Social Media / 0 Comments

I social network, con il corso degli anni, sono diventati tra i più efficaci strumenti comunicativi per la promozione di brand, prodotti e personalità. E, appunto, proprio per l’importanza che questi veri e propri sistemi di push hanno assunto nel tempo, sono stati creati strumenti di misurazione delle performances facili e alla portata di tutti che svelano – come la cartina di tornasole – l’effetto che contenuti, post, immagini e video hanno sul pubblico; così come il pubblico interagisca con essi, con la finalità è quella di creare strategie circolari di comunicazione.

Ma come funzionano? Vediamolo insieme!

Facebook: Audience Insights

Usare gli Audience insights: che sia una programmazione a livello advertising, oppure una pagina che ancora si alimenta di una crescita organica, i dati insight e audience insight – basati quindi sulle persone che interagiscono con le nostre pagine – sono essenziali.
E lo sono perché permettono di ottenere informazioni aggregate su ben tre tipologie di persone: quelle connesse alla tua pagina, con il famoso like, le persone presenti nel tuo pubblico personalizzato e le persone in generale su Facebook. Grazie infatti a questa suddivisione puoi creare contenuti interessanti, trovando un numero maggiore di persone in target a quelle che fanno già parte della tua audience.

Luci puntate, poi, sui dati demografici, che si suddividono per età e genere, livello di istruzione, titoli professionali, situazione sentimentale, lavoro, interessi e hobby delle persone.
Non solo però: anche le azioni vengono indicate. E, con azioni, si intendono informazioni di terzi sui prodotti relativi alle persone: un dato fondamentale per comprendere necessità e interessi potenziali ad acquisti, così come gli stili di vita e le celebrazioni: Audience Insights, infatti, combina i dati sulla situazione sentimentale, le dimensioni della famiglia, il luogo – di lavoro e di vita – fino al compleanno!
Per saperne di più, Facebook ha pubblicato la guida completa – e ufficiale – a  questo link!

Instagram

Anche Instagram utilizza una carrellata di strumenti di insight davvero ampie e variegate: perché anche su questo social, property Facebook da ormai tre anni,  la crescita dell’engagement è strettamente correlata proprio all’analisi dei dati.
Facebook Insights è uno strumento introdotto nel 2016 e nato con l’obiettivo di aiutare i profili aziendali a saperne di più sull’engagement dei contenuti. E, proprio come accade per il fratello maggiore Facebook, gli Instagram Insight ci dicono di più più circa le abitudini di follower e target, facendo il punto su quali possano essere poi i contenuti migliori da proporre per il target del brand.

La funzione Instagram Insight, però, non è disponibile per i singoli profili, ma viene messa a disposizione solo per profili aziendali. Non solo: è necessario il collegamento con una pagina Facebook. Un beneficio, questo, che permette però di incrociare i dati dei singoli social e creare sponsorizzazioni intersecate.

Con Instagram Insight puoi fare un check su impression (il numero totale delle visualizzazioni); sulla copertura (il numero totale di visualizzazioni); il numero degli accessi unici fatti da chi ha visualizzato i tuoi post e stories, fino alle performance dei singoli contenuti.

E… le storie?

Entrambi i social danno la possibilità di creare le storie (contenuti temporanei visibili per 24 ore e che attingono a foto e video delle 24 ore precedenti, personalizzabili): come possiamo però visualizzare le performances delle stories?
Quindi, oltre a impression e copertura, le storie prevedono anche i seguenti parametri:

  • Forward: chi ha proseguito nel guardare la storia.
  • Back: “indietro”, il numero di tocchi nelle parti precedenti della storia; risposte e interazioni, fino alle uscite.
  • Risposte: il numero di risposte a questa foto o questo video nella tua storia.

Con questa piccola guida introduttiva, abbiamo voluto darti gli strumenti – essenziali – per misurare le revenue della tua presenza aziendale e di brand sui social network che danno maggiore risalto alle attività, ai prodotti e ai messaggi che si desiderano lanciare.

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Fellini e la pubblicità: fuori dagli schemi, dentro al mondo dei sogni

Posted by / 14 novembre 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing, Creatività / 0 Comments

Atmosfere sognanti, musiche accennate, rumori di sottofondo e, in un caso particolare, volti conosciuti del grande schermo e della TV: così, Federico Fellini ha fatto della pubblicità una piccola parentesi nel suo grande amore verso l’arte visiva e la pellicola. E lo ha fatto soprattutto attraverso un immaginario particolareggiato, che si discosta molto da quello “solito” dell’advertising video.

Infatti, il leitmotiv degli spot felliniani è dettato dal non concentrarsi minimamente né sul target a cui è diretta la campagna, né su quelli che sono i codici comunicativi più diffusi – tra copy accattivanti, payoff e media planning per il broadcasting -. Per Barilla, Campari e Banca d’Italia, Federico Fellini ha usato la sua più fervida immaginazione, donando al grande pubblico un’ultima impressione su quello che “era il suo” cinema: infatti, proprio gli spot televisivi sono stati tra le ultime attività del regista riminese.

Fellini per Barilla

Un menù ristorante articolato, quasi fantascientifico, pronunciato da uno zelante maître di sala. Ma, la signora protagonista, uscita dritta dritta dall’immaginario femminile del maestro riminese, si rivolge a loro – e al suo amato commensale –  risponde “Rigatoni”. Ovviamente, Barilla. E con tanto di “r” moscia.
Nasce così il primo spot firmato Fellini per il brand più noto al mondo di produzione di pasta, ormai multinazionale: correva l’anno 1984, e il titolo era “Alta società”, per uno spot così ordito di echi cari al cinema e che ben si accostano al prodotto pubblicizzato, a pochi anni di distanza dall’avvento del payoff più mainstream “dove c’è Barilla c’è casa”.

Fellini per Campari

Fortunato Depero, Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello sono stati – oltre che grandi nomi della pubblicità italiana, legati alla grafica delle affissioni nel consueto stile mélo – i co-autori di questo spot del 1984, affiancando Federico Fellini nella realizzazione della réclame televisiva di uno degli aperitivi storici del nostro paese.
La trama: una ragazza annoiata continua a cambiare, con un telecomando, ciò che vede dal finestrino del treno durante il viaggio. Ed è il magico viaggiatore seduto di fronte a lei, quasi come un genio della lampada, a presentarle differenti scenari. La viaggiatrice deciderà di soffermarsi su Piazza dei Miracoli di Pisa, dove la celeberrima bottiglia rossa appare davanti al Battistero. E la conclusione, nel payoff: “Campari: più di un capolavoro, un miracolo.”

Non solo food and drink: il trittico per la Banca di Roma

Una serie di tre spot, molto oscuri e decisamente criptici nel significato, che rappresentano anche una delle ultime azioni artistiche di Fellini, e dove il protagonista è il genovese Paolo Villaggio. Prendiamo, per esempio, il primo spot trasmesso, in ordine cronologico, che è anche il più fantasioso e sereno del trittico: un’evocazione del cinema muto e, al tempo stesso, un incubo. Ritroviamo qui anche un paradigma dell’immaginario di Fellini: una bellissima ragazza bionda – Anna Falchi – come la Ekberg di “La Dolce Vita”, che tortura il povero protagonista, mettendone a repentaglio la vita.
Ma solo alla fine, si scoprirà che il protagonista, Villaggio, è in seduta analitica, e confessa a uno psicologo le sue più grandi paure, sotto forma di sogno: il dottore, quindi, gli consiglia di rivolgersi alla Banca, la quale non eroga solo servizi finanziari. Infatti, prima di ogni altra cosa, dona tranquillità.

Spot e comunicazione riuscita? Forse no. Infatti, gli spot diretti da Fellini non sono rimasti nell’immaginario comune dello spot. Basti pensare che Barilla ha decretato il suo successo mediatico e delle sue campagne di comunicazione anni dopo il lavoro del Maestro. Ma, come sappiamo, il mondo dell’advertising è fatto di anche evocazione, magia, orizzonti altri: e, sicuramente, Fellini ha saputo dipingerli, pur riducendo all’essenziale i codici e gli strumenti comunicativi più canonici del mondo pubblicitario.

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Food: un cambiamento delle necessità, visto con gli occhi dell’ADV

Posted by / 5 novembre 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing, Creatività / 0 Comments

Il cibo è l’eccellenza made in Italy, e la sua comunicazione gioca una parte fondamentale nel suo successo, nella sua diffusione, nel suo essere dipinto come non più una necessità, ma un desiderio. E proprio per questa sua efficacia, il piglio dell’advertising a tema food è profondamente cambiato negli anni, plasmandosi ai gusti, ai cambiamenti e ai consumi.
Se oggi il cibo è quasi scomparso dalla TV, negli anni ‘60 e ‘70, con il famoso Carosello, i prodotti delle aziende alimentari italiane sono stati i veri protagonisti, soggetti ultra-raffigurati, della pubblicità: perché l’advertising e il cibo sono sempre andati a braccetto, in un lungo percorso che è arrivato fino a noi, oggi. Partiamo insieme per questo viaggio!

ADV… Vintage

Il linguaggio più vintage si rifà al periodo precedente l’avvento della televisione: campagne prettamente figurative e stampate, che ci parlano di Cynar, Plasmon, Buitoni, Motta. Una giostra di prodotti in un immaginario cartellonistico, grafico, la combinazione perfetta tra lettering e disegno. Un timido accenno di payoff, come il notorio “Contro il logorio della vita moderna”, che oggi ci strappa un sorriso, mentre riguardiamo – probabilmente- una qualsiasi di queste affissioni in un locale contemporaneo. Siamo oltre ciò che in gergo si chiama “ricordo pubblicitario” o “ad recall”!

E, tutto questo, fino all’avvento del Carosello, dove ciò che veniva evidenziato, nelle epoche più lontane rispetto a noi, erano le caratteristiche proprie di ogni bene presentato: senza troppi fronzoli, con jingle minimali e volti famosi dai modi garbati. La leva veniva posta sul gusto, sulle proprietà nutritive e, con un primo accenno, sulla celebrità del brand promotore.

I bisogni che cambiano, con gli anni ‘80

Il gattino Barilla, il Mulino Bianco, gli anni ‘80 e l’abbondanza sulle tavole che si è manifestata anche grazie alla pubblicità. Il connubio televisione-cibo ha trovato così il legame perfetto, attiguo, con gli anni ‘60, in un’evoluzione di réclame: “Ambrogio”, “Io non ho mai provato Hurrà”, “Silenzio, parla Agnesi” e tanti altri tormentoni hanno avuto, da un punto di vista prettamente di marketing, il compito di evidenziare bontà, unicità e tante altre caratteristiche – quasi mai legate alle necessità alimentari – di questi prodotti, tra i primi accenni di storytelling, proprio come la campagna pubblicitaria Barilla dove protagonisti sono una bambina, un gattino e una mamma preoccupata, per un plot che è rimasto soggetto del brand fino alla metà degli anni ‘90, con la sinfonia firmata da Piovani e dove il prodotto racconta una storia quotidiana, associandosi a ciò che è “focolare”, grazie  all’intramontabile payoff “Dove c’è Barilla c’è casa” e che appare solo tra gli ultimi fotogrammi, tuffandosi nella pentola dell’acqua bollente.

E così è stato anche per la signora in giallo dei Ferrero Rocher, che si concede un piccolo grande lusso, che “non è fame, ma è più voglia di qualcosa di buono”. Battute che rimangono scolpite nella mente degli italiani perché, a tutti gli effetti, evocano, ricalcano le migliori forme di copywriting, arrivando dritte nei carrelli della spesa.

Il presente

Oggi, proprio come negli anni ‘80, l’advertising food italiano viene trattato con brevi clip dove persone reali parlano dei loro desideri, dei loro bisogni. E dove, sempre più spesso, spogliandosi di questo retaggio anni ‘90, sono i cibi stessi a parlare per soddisfare i bisogni. Ne è un esempio Grancereale Mulino Bianco, o per Crema di Yogurt Müller: perché la pubblicità, oggi, racconta necessità che diventano una storia. Certo, i payoff sono sempre meno memorabili, ma la qualità dell’immagine – particolareggiata, pop, vivida – rendono ogni prodotto speciale per l’ad audience, che ritrova in uno spot una reale esperienza. Un po’ come la storia del Cornetto, di cui abbiamo parlato durante questa caldissima estate 2018 che sembra quasi non voler finire.

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Halloween: le migliori ADV per un brivido made in USA

Posted by / 31 ottobre 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing, Creatività / 0 Comments

Cosa succede oltreoceano, per quanto riguarda la connessione tra mondo advertising e Halloween? Se in Italia, infatti, radio, TV, Facebook e campagne stampa ritraggono per lo più dolci e costumi per i più piccini, il trend risulta notevolmente diverso per quanto riguarda i paesi anglosassoni, patria di questa festa da incubo.

E così, animati dalla curiosità, abbiamo voluto fare una piccola ricerca in merito: eccovi, quindi, una carrellata, tra TV e YouTube, degli spot e video Halloween più belli, a nostro avviso, degli ultimi 10 anni. E, che amiate o no questa nuova ondata culturale, siamo sicuri che apprezzerete questo spettacolo da brivido! A chi andrà il premio alla maschera più spaventosa?

Il re degli snack d’oltreoceano: Sneakers e Halloween

Snickers ha creato una Halloween sensation totale con il terrificante spot “Grocery Store Lady”. Un personaggio davvero inquietante, quello della signora con bambino minuscolo al seguito, che ha tenuto incollati davanti a monitor e TV una quantità incredibile di spettatori: l’annuncio ha infatti superato le 2 milioni di visualizzazioni su YouTube. Cosa non si farebbe per il proprio snack preferito!

Booking.com: non solo dolcetti

Halloween, negli USA, non è esattamente il momento più popolare per viaggiare: generalmente, questa festa viene celebrata tra le mura di casa, e tra le strade del proprio quartiere. Ma Booking.com è riuscito a pensare a un modo per cambiare questa credenza: e, con questo spot raccapricciante, dal sapore “Blair witch project”, gli hotel infestati diventano una redemption niente male. Il brand, infatti, dedica lo spot a coloro che, in realtà, vorrebbero tanto un fantasma che gli sussurra all’orecchio durante la loro notte in una struttura fin troppo leisure.

Kmart: la catena di supermercati propone un “Halloween Challenge”

Questo video è stato definito negli USA come uno dei più cool della storia delle ADV a tema Halloween, proprio perché non ha necessariamente bisogno di far urlare di terrore gli spettatori per essere memorabile: Kmart ha infatti compreso come utilizzare la festa più attesa nel paese per battere un record mondiale, grazie al testimonial – il ballerino ultra noto negli Stati Uniti Monternez Rezell – e al maggior numero di cambi costume nell’arco di otto ore e in un unico annuncio.

Nike: corri e salva la tua vita!

Nike trova un equilibrio perfetto, attraverso questo spot, tra terrore e brand advertising. Il suo messaggio? Beh, certamente punta tutto sull’ineffabile: non puoi mai sapere quando Freddy Krueger potrebbe decidere di attaccarti nei boschi, ma tutto filerà liscio se indosserai le tue Nike.

E così, anche Halloween, come ogni festa che si rispetti, rappresenta per i brand mondiali più disparati l’occasione giusta per regalare alla propria audience la miglior esperienza di divertimento e di brivido, impattando così sul percepito dei propri prodotti. E noi, anche se non siamo anglosassoni, ci godiamo lo spettacolo – davvero memorabile – con voi!

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Google Analytics e il GDPR: quali novità?

Posted by / 22 ottobre 2018 / Categories: Internet & New Media, News dal Web, SEO / 0 Comments

Google Analytics è un tool alleato delle strategie: un tema di cui non abbiamo mai parlato ma che, proprio per le sue funzionalità a livello di monitoraggio delle visite ai siti web, diventa un compagno a cui non si può (e non si deve) rinunciare.

Che vi occupiate di programmazione, di SEO, di copy, o che siate i diretti possessori di un sito web, la visita quotidiana a questo tool Google è necessaria: proprio perché Analytics è da sempre caratterizzato da una costanza nel mantenimento dei suoi parametri e del suo schema, da cui reperire visite uniche, referral, tempi di permanenza e molto altro, fino alla customizzazione dei dati per report ultra-personalizzati.

O meglio, così è stato fino ad aprile 2018 quando anche questo sistema ha iniziato a modificare alcuni aspetti, in vista delle famigerate leggi sul GDPR europeo, entrate in vigore lo scorso 25 maggio.

Cosa cambia? Vediamolo insieme!

Il cancellamento mensile dei dati per il GDPR

Non tutti lo sanno: da aprile 2018 è stata resa la cancellazione dei dati e dello storico più vecchi di un mese. Una funzione davvero comoda per venire incontro alle ottempranze del GDPR.

Quali dati si potranno cancellare? Tutti quelli legati a un cookie o a un evento. Non saranno, invece, cancellabili, i dati cosiddetti “aggregati”, come possono essere, per esempio, il numero di sessioni, che non potrà essere segmentato o azzerato: infatti, le sorgenti di traffico, se viste per numero di sessioni, dovrebbero essere dati non modificabili, appartenendo a uno storico importante.
Come si possono cancellare i dati? Basterà andare su impostazioni > modifica > informazione sul tracking > data retention. Qui, si aprirà una finestra da cui potrete selezionare, da un menù a tendina, una serie di archi temporali mensili. Il default del sistema è impostato su 26 mesi, ma lo potrete cambiare scegliendo tra una delle opzioni.
Google, poi, dà un po’ di tempo per modificare la propria scelta, che può essere riformulata o annullata entro 24 ore: dopodiché GA prenderà atto ufficialmente della nuova scelta, memorizzandola.

Piccola nota per i meno esperti. Non stiamo parlando della funzione di default per la quale, se un utente esterno non torna sul sito per 24 mesi, Analytics lo considera nuovo utente – in caso decida di visitare nuovamente la property -: stiamo parlando di una funzione selettiva che ogni utente può scegliere di modificare!

Cos’ha fatto Google per il GDPR?

Google ha intrapreso la strada della semplicità: infatti, la sua Privacy Policy ora viene spiegata anche attraverso un breve video, molto chiaro ed esemplificativo.

Finora, però, abbiamo parlato di cancellazione dei dati: ma che succede se vogliamo esportarli? Google ha infatti aggiornato molte delle opzioni che riguardano l’esportazione dei dati: la compagnia di Mountain View sta infatti creando un sistema open source di data transfer, per scaricare e spostare i dati senza problemi. Questo progetto si chiama Data Transfer Project: un sistema open source, come è nello stile di Google, che rende facile per le persone trasferire i propri dati tra fornitori di servizi online in maniera semplice, grazie a una struttura comune, con modelli e protocolli di dati. Vuoi saperne di più? Visita questo link!

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Google+ chiude: ad agosto 2019 l’addio al social

Posted by / 15 ottobre 2018 / Categories: News dal Web, Social Media / 0 Comments

“Sono sempre i migliori che se ne vanno”. O forse no?
Google+, oggi, si ritrova nella stessa situazione in cui si ritrovò LinkedIn, quando nel 2016 in seguito a un attacco rese pubblici i dati di 117 milioni di iscritti, e come Facebook, nell’occhio del ciclone con lo scandalo Cambridge Analytica.

La notizia, veicolata in primis dal Wall Street Journal, risale a pochi giorni fa – per la precisione al 7 ottobre – e sostiene che Google+ abbia esposto a rischi i dati di oltre 500.000 utenti privati per oltre 3 anni. La decisione, così, diventa inevitabile per il colosso dei motori di ricerca: il social di Mr. G chiuderà definitivamente i battenti durante la prossima estate.

Il motivo della chiusura di Google+

La motivazione? Sta in un bug: un bug di cui Google+ era già a conoscenza dalla scorsa primavera, ma che ha preferito tacere.
Infatti, proprio nel marzo 2018, mentre Facebook era sotto un controllo globale per via della raccolta di dati personali e a cui seguì lo scandalo Cambridge Analytica, Google ha scoperto uno scheletro, decisamente scomodo, nel suo armadio: un bug nell’API – application programming interface -, che ha dato ampio margine agli sviluppatori di app di terze parti di accedere ai dati non solo degli utenti che avevano concesso il permesso, ma anche a quelli dei loro amici.
Uno scandalo taciuto questo, ma dalla dinamica familiare, poiché riflette – quasi per filo e per segno – ciò che ha portato Mark Zuckerberg davanti al Congresso degli Stati Uniti.
E così, alle 4 del mattino del giorno 10 ottobre 2018, Google stava perdendo il 4,63% sulle sue azioni.

Google+, il social che non ha mai spiccato il volo

Nell’ultimo biennio, Google+ era diventato quasi uno sconosciuto. Dopo il boom del 2011, a seguito del quale sono stati scritti centinaia di libri in tutto il mondo, in molti riponevano le loro speranze di scalata dei motori di ricerca in questo social dall’icona rossa: perché, essendo prodotto Google, le promesse erano proprio quelle di migliorare il posizionamento e il ranking di articoli e siti.
Ma c’è stato un tempo in cui Google+ rappresentava un club esclusivo, con milioni di utenti Internet che chiedevano a gran voce di entrare. Proprio nel 2011, Google invitava privatamente i suoi iscritti Gmail ad accedere a questo nuovo social dalle grandi prestazioni: e così, solo nel 2014, Google+ contava oltre 2.800.000 iscritti, fornendo loro hangouts, webcam e possibilità di scambio file.

Ma poi, Google, ha scoperto che socializzare online era più difficile di quanto sembrasse: e così, nei giorni scorsi, il gigante della Silicon Valley ha dichiarato che “nell’arco dei prossimi 10 mesi il social chiuderà. Il completamento è previsto per la fine di agosto 2019. Nei prossimi mesi, verranno fornite ai vecchi utenti informazioni aggiuntive sulle modalità in cui si possono scaricare e migrare i propri dati“.  E quello sarà un giorno triste, soprattutto per tutti quei SEO specialist che per anni hanno creduto in lui.

Una mossa, questa della chiusura di Google+, che mette in evidenza quella che è la sfida per tutti gli altri player del mondo social di competere con Facebook, la piattaforma social di maggior successo al mondo dalle continue implementazioni.

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Football e ADV: un calcio alla noia

Posted by / 8 ottobre 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing / 0 Comments

Domenica, interno giorno. Divano e partita. C’è chi sbuffa, annoiato dallo spettacolo non così gradito del calcio, c’è chi tifa e si sgola, e chi guarda, un po’ per inerzia. Amici, fidanzate, fidanzati, genitori, figli, nonni. Perché, il calcio, accomuna, unisce e divide al tempo stesso. Ma, soprattutto, ispira.

In un periodo così caldo, all’alba della stagione fredda, non potevamo non parlare di advertising e sport: siamo sicuri che, con questo articolo, anche i più scettici davanti allo schermo, e tra gli spalti, cambieranno idea! Pronti, quindi, per dare un calcio alla noia con la nostra top 4?

Ronaldo, chi se lo ricorda?

Uno spot a firma di Wieden & Kennedy, ADV agency olandese che fa curato per quasi 20 anni le campagne Nike, e andato in onda nel 1998, dove il protagonista è Ronaldo, oltre alla nazionale brasiliana, in un dribbling serratissimo, all’interno di un aeroporto, nell’attesa dell’ennesimo volo in ritardo. A ritmo di Mas que nada, la squadra rincorre il pallone, dall’interno all’esterno dell’aeroporto, in un crescendo di inseguimenti. Fino al finale: il palo di Ronaldo. Uno spot, questo, che ha ricevuto consensi, ed è stato nostalgicamente rigirato proprio quest’anno, a distanza di 4 lustri!

Musica e testimonal: binomio perfetto

Il binomio di cui stiamo parlando? Un Paolo Maldini all’apice del suo successo e della carriera nel Milan, e una hit techno-pop. L’ex capitano rossonero diventa così testimonial dello spot Opel Astra, esibendosi tra tiri in porta e dribbiling sul ritmo incalzante di “Born Slippy” degli Underworld, tra l’altro parte della colonna sonora di Trainspotting. Correva l’anno 1995, e questo spot segnò un vero successo, perché movimentato, pieno di ritmo, apparentemente aggressivo e senza nessun intervento vocale che non fosse quello della soundtrack.

A match in Hell (1996)

L’agenzia olandese (ma quante ne sanno, in fatto di ADV, da quelle parti?) Wieden & Kennedy di Amsterdam firma, poi, nel 1996, la campagna ADV video per Nike dal titolo “A match in hell” – “una partita all’inferno”. Protagonisti sono Maldini – di nuovo -, un Ronaldo in piena forma, Kluivert e Campos. I paladini del calcio europeo si esibiscono, in uno spot distribuito in oltre 6 paesi del vecchio continente, all’interno di un’arena, sotto l’eclissi di sole. Una storia epica, dal sapore goliardico e al tempo stesso ironico: come la battuta che Maldini, di nuovo presente, sentenzia all’inizio. Fino al finale, simbolo della fine di un’era, con l’adieu di Cantona, non solo al diavolo in porta, ma anche alla sua carriera calcistica. Un vero capolavoro!

Il tormentone!

Correva l’anno 2001: già da diverso tempo, i big del calcio prestavano sorrisi, volti, braccia e gambe alla pubblicità. Ma sempre e solo in veste di calciatori gloriosi. Fino a quando Fabio Cannavaro, assieme ad Angelo Peruzzi, che appare in un piccolo cameo, diventano protagonisti del tormentone: “A ragazzi’, e mo ve lo buco ‘sto pallone”. Uno spot firmato dal team di comunicazione interno di Stream, PayTv che ha segnato un passaggio fondamentale tra la vecchia Tele+ e il futuro Sky. Il mito del calcio, rappresentato da un altro match in arena, viene spezzato da un ritorno alla realtà improvviso: un vetro va in mille pezzi, e i grandi calciatori tornano a essere bambini.

Insomma, il calcio, in tema di ADV, ha certamente qualcosa da raccontare, tra sogni, acrobazie e risate, rendendosi testimonial perfetto di prodotti afferenti, come pay tv, colossi dell’abbigliamento sportivo e automobilistico.

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Gigi Ghirotti Onlus si racconta: la mostra al Municipio di Sestri Ponente

Posted by / 27 settembre 2018 / Categories: Creatività, Graphic Design, Realizzati da Siks / 0 Comments

 

Sembra ieri, e invece è già passato un anno. L’autunno, in Siks ADV, si riapre con l’appuntamento della Gigi Ghirotti Onlus di Genova, e con la solidarietà verso questa associazione a cui abbiamo regalato un po’ del nostro cuore.
Infatti, proprio il 28 settembre parte la mostra fotografica “Passione, cura, amore”: un momento vivo, toccante, al contempo pieno di forza, un racconto per immagini della vita e della quotidianità della Onlus che dal 1984 opera, con i suoi volontari, per alleviare il dolore nei malati oncologici e SLA.

Il nostro contributo, come Siks ADV, è stato dato creando i manifesti, curando il flyer, così come il progetto grafico: proprio come 365 giorni fa, ci siamo dedicati alla realizzazione del layout dell’esibizione, curando la suddivisione delle immagini per tematiche, il posizionamento delle foto e delle loro didascalie.
Gli eventi della Gigi Ghirotti Onlus sono sempre un momento intenso, profondamente umano, in grado di rispecchiare perfettamente l’operato che l’associazione porta avanti nel quotidiano della nostra Genova e della regione Liguria: tutti questi elementi hanno portato alla scelta, nuovamente, del colore blu e delle sue sfumature come elemento portante delle grafiche. Una nuance, questa, che è sì vicina all’ambiente in cui l’associazione opera, ma che è anche in grado di rappresentare e comunicare serenità, positività, caratteristiche e qualità che appartengono profondamente a operatori e ai volontari.
E così, anche il titolo della mostra diventa un elemento di racconto: una didascalia del mood con cui l’associazione porta avanti quotidianamente la sua missione:  con “passione, cura, amore”.

Perché la Gigi Ghirotti è al fianco di chi combatte, ed è portatrice di un messaggio estremamente positivo, che veicola attraverso gli eventi e le tantissime iniziative che portano avanti con un continuo fermento, tra concorsi di poesia, teatro, e feste della solidarietà a cui è bellissimo prendere parte. E noi vi suggeriamo di non perdervele: potete trovare il programma delle iniziative a questo link http://www.gigighirotti.it/eventi/programma . La mostra fotografica, invece, si terrà a partire dal 28 settembre: la sua casa, per questa edizione 2018, sarà il Municipio di Sestri Ponente, in Via Sestri 34, al primo piano, nella nostra splendida città.

 

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Facebook Watch è approdato in Italia!

Posted by / 21 settembre 2018 / Categories: Facebook, Social Media / 0 Comments

A distanza di 20 giorni dal lancio, anche in Siks abbiamo deciso di parlare della buona novella nata in casa del gigante blu dei social: Facebook Watch, la nuova piattaforma video on demand.
Già, perché il colosso marchiato Zuckerberg non poteva certamente mancare nel grande mercato dei contenuti video, e dopo il grande successo di Netflix e delle altre decine di piattaforme che offrono sit-com, film, miniserie e altre deliziose amenità. Vediamo insieme come funziona.

Il mercato del video on-demand

La Pay-tv, ormai, sembra un vecchio ricordo: come sostiene, infatti, Corrierecomunicazioni, i ricavi delle piattaforme on-demand, come Amazon e Netflix, aumenteranno del 12% nella sola Europa occidentale, entro il 2021, viste anche le imminenti notizie in tema di sviluppo della rete, con il futuro lancio della rete 5G. Un background, questo, che Facebook non poteva certamente ignorare.

Come funzionerà Facebook Watch?

Il debutto della piattaforma risale allo scorso 30 agosto: un lancio che non è passato in sordina, preannunciato da un paio di anni, per un canale già attivo da un anno negli USA. Ora Watch è disponibile in tutto il mondo: e gli account attivi sono già due milioni.
L’ispirazione che sta alla base di questo nuovo canale è proprio YouTube: i video, infatti, vengono proposti sulla base alle preferenze di ogni utente. Come si esprimono, però, queste preferenze? Ovviamente attraverso il buon vecchio like, e in base alle interazioni con gli amici e i loro post. Non solo: proprio come succede con le notizie del feed, anche i video di Watch potranno essere salvati, per essere visti successivamente.

Per quanto riguarda la programmazione e la scelta del menù video, questa funzionerà come in tutte le piattaforme on demand di video: molti dei contenuti saranno realizzati appositamente per Watch! Alcuni degli show attualmente presenti sono Red Table Talk con Jada Pinkett Smith, e Huda Boss, trend particolarmente made in USA, già pronti per sfondare anche in Italia.
Watch è disponibile su iOS e Android, sul web, ma non solo: lo trovi anche sulle TV Apple, Samsung, Amazon e Oculus.

Video Party: cosa sono?

Watch esprime con le sue funzionalità un primato: quello del coinvolgimento attivo dei follower e degli utenti grazie ai Video Party, in cui gli utenti possono commentare i contenuti durante la visione, interagendo con gli altri utenti che sono, in quel momento, collegati. Un po’ come succede con le dirette Facebook. Questi Video Party saranno attivi durante le prime visioni e gli eventi live, oppure in occasione di live e talk show. Insomma, il pubblico potrà così abbattere le barriere che da sempre hanno caratterizzato lo spettatore ante litteram, immergendosi in una realtà vivida, interattiva e basata sulla condivisione.

Restiamo in attesa, quindi, dei risultati: Watch è gratuito, e rappresenta una freschissima novità nel mondo social e interattivo. E tu? Hai già fatto il primo accesso? Noi non vediamo già l’ora di rimetterci sul divano, carichi di pop-corn e curiosità!

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Editing del testo: una questione di galateo comunicativo

Posted by / 14 settembre 2018 / Categories: Advertising, Internet & New Media / 0 Comments

Sei sicuro di essere solamente “leader del settore”? Davvero ti piace definirti “un’azienda giovane e dinamica”? Beh, siamo certi che non sia così: esistono, infatti, centinaia di parole pronte a descrivere al massimo chi sei e cosa fai. Parole che parlano di “te”, evitando il pericolo di farti divenire “uno tra i tanti”.
E il trucco c’è, ma non si vede: un attento lavoro di revisione testuale è quello che ci vuole. L’editing dei testi è un intervento sottile da parte di un occhio esterno che garantisce un lavoro di limatura (il famoso labor limae) per rendere i tuoi testi più adatti al target del messaggio, più personali e corretti.
Un po’ come lucidare le vecchie posate, prima di esporle: si tratta di un tocco che, per molti, è solo un dettaglio ma che, per gli occhi più attenti – quelli dei nostri, e dei vostri clienti – è sinonimo di grande attenzione nei loro confronti. Una questione di galateo comunicativo, quindi: una ragione in più per sottoporre a un copy, i testi di un sito web, una brochure, un comunicato stampa, a un lavoro di revisione.

Le altre ragioni? Te le spieghiamo qui:

  • sai cosa vuoi esprimere, parli un italiano naturale. Ma questo non significa che il tuo testo non abbia bisogno di correttezza ultra formale, e di qualche escamotage in grado di raccontare qualcosa come lo faresti tu, ma meglio;
  • un testo ha bisogno essere “svecchiato” con frequenza: la lingua si evolve, cambia, i termini si modificano. E i tuoi testi hanno la necessità di parlare con attualità;
  • la nostra lingua è esposta ai meccanismi comunicativi che continuamente la plasmano. Spesso, però, il burocratichese, il medicalese, il politichese, il linguaggio dei social, sono barriere: la terminologia specialistica non possono inficiare un testo che, invece, deve essere pulito, neutro, esemplificativo. Un testo deve avvicinare, non allontanare;
  • non è vero che i lettori vadano tutti di fretta: il 45% di loro, infatti,legge attentamente ciò che gli viene proposto. Insomma, una bella immagine certamente spalanca le porte dell’attrazione, ma il testo è la chiave che fa ritornare le persone al nostro contenuto. Un potenziale da sfruttare, senza dubbio.

In cosa consiste un iter di correzione di bozze?

Tanti piccoli step compongono un cammino verso la meta della chiarezza espositiva, dell’eleganza, e della brevità. Ecco un piccolo insieme di procedure che ti aiuterà a capire come si svolge questo lavoro:

  • trovare gli errori ortografici, sintattici e lessicali;
  • correggere gli errori;
  • trovare sinonimi o termini semanticamente più attinenti al tema, dando una ricchezza lessicale incrementata e più in target con il messaggio che desideriamo dare;
  • modificare sintassi e punteggiatura, rendendo il testo più leggibile, elegante e articolato, ed evidenziando al tempo stesso i periodi più importanti, facilitandone la comprensione da parte del lettore;
  • tagliare gli eccessi, riassumere ciò che non è necessario: se parliamo al web, dobbiamo essere più stringati;
  • inserire le ancore visive: corsivi e grassetto in primis, per evidenziare le parole chiave o creare un “filo del discorso”;
  • sistemare i titoli, rendendoli accattivanti e ben confezionati.

Per concludere con le parole dell’unione internazionale dei correttori, ecco qual è il valore di un’attività come questa: “così come saper pitturare una parete non significa essere capaci di dipingere un quadro da esporre a una mostra, parlare una lingua in modo naturale non presuppone la conoscenza perfetta della sua ortografia e grammatica. Chi non percepisce un’imprecisione, non la può migliorare; e chi non sa rilevare un errore, non è in grado di correggerlo. Per questo è necessario affidarsi a un professionista.”
Una piccola provocazione per comprendere il grande potenziale che i tuoi testi hanno. Non credi?

Team Siks

About adminsiks

Siks Adv è un'agenzia di Grafica e Comunicazione a Genova. Realizziamo siti web, campagne di advertising e grafica

Siks Adv - Grafica & Comunicazione - Genova