Sammontana: dal rebranding al tono di voce, ADV… a 5 stelle

Posted by / 20 luglio 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing / 0 Comments

Il caldo si fa sentire. Il meteo parla di acquazzoni e temporali, ma in cielo – fortunatamente – ancora non si vede una nuvola. E, preparando gli ultimi post del blog prima delle ferie di agosto, il pensiero non può non correre a lui: il gelato, protagonista indiscusso del mondo ADV e del solleone.

Poche settimane fa abbiamo parlato di un player fondamentale nel mondo della comunicazione, ma oggi è il turno del competitor per eccellenza: Sammontana, un brand cresciuto tra italianità ed estate, facendo di questi due elementi il tratto distintivo della sua comunicazione, per tre generazioni.

La nascita

Sammontana è un sogno che nasce dalle macerie del dopoguerra: mentre l’Italia ancora si riprendeva dai bombardamenti, Renzo Bagnoli, giovane gelataio toscano, decide di aprire un negozio, una latteria, dove il fiore all’occhiello è il gelato servito in un barattolo di latta, fatto con il latte fresco di una fattoria situata alle porte della città: Sammontana. E questa piccola attività, destinata a diventare grande brand, muovendo i suoi primi passi, era già fortemente consapevole di come essere legati al territorio, per storia e provenienza, fosse una reale conditio sine qua non potentissima e caratterizzante.

Il logo: è storia

Nel 1964 il bisogno di un logo si fa forte per caratterizzarsi nel crescente mercato del boom del dopoguerra: Bagnoli decide di usare l’immagine di un corsaro. Il payoff? Un tesoro di gelato.
Da lì, però, le cose cambieranno: è il 1967, quando arriva  il famosissimo cono stilizzato e umanizzato, dall’espressione golosa. Nemmeno Milton Glaser, lo storico grafico statunitense, toccherà questa immagine, durante il percorso di rebranding del 1981. Perché il cono, anche a detta di questa icona del marketing mondiale, era (ed è) simbolo di italianità, di vacanze, di tradizione e nuovi costumi. Il simbolo di un marchio e della rinascita di un paese.

Il rebranding nel segno della discrezione

Nel 2015 l’azienda ha avviato una nuova fase del proprio processo di rinnovamento presentando il restyling del marchio: il simbolo del “cono che si lecca i baffi” viene rivisto, ma con gentile parsimonia: viene, infatti, semplicemente centrato, i colori intensificati. Un’azione che mantiene intatti i valori del brand che, modernizzandosi, mantiene il payoff “Gelati all’Italiana” come corona a semicerchio tipica del marchio.

Lo sguardo all’ADV

“Gelati all’italiana” o “estate italiana”? Queste sono le due proposizioni del brand sul mercato, quando si parla di ADV. Una serie di campagne pubblicitarie che hanno sempre avuto come core la differenziazione dei prodotti, quasi come se, ogni estate, il marchio non volesse puntare sul “solito cono”, ma sulla varietà di gusti e di formati che il brand sapeva e sa garantire.
Ed è dall’inizio degli anni 2000 che il brand empolese ha reso indimenticabili i suoi spot: dal barattolino, con un tenero storytelling familiare, alla Coppa Oro, che da protagonista delle spiagge si spoglia del motivo estivo per diventare un gelato per tutte le stagioni, fino al Cono 5 Stelle, re dell’estate italiana, tra colpi di rap e immaginario adolescenziale.

2014

C’è chi l’ha amato, chi l’ha odiato, e chi ha messo in scena infinite parodie: è l’anno dello spot del cono Cinque Stelle rappato da Mecna: le parole sono protagoniste, con uno sguardo ai giovani. I testi si accompagnano a una carrellata di immagini stile videoclip, un po’ una guerra a colpi di rime con gli interpreti dell’altro cono da sempre competitor.

2018

Di nuovo un’estate 5 stelle, sempre giocata sull’appartenenza al belpaese e a tutti i leitmotiv che, dal 1960 a oggi, fanno parte dell’immaginario estivo e del brand: il 2018 parte con un clip – realizzato da H Films, con la direzione creativa di Auge e un media planning curato da Wavemaker – nei formati 45”, 30”, 15” e 10”, in onda a partire dal 27 maggio. La musica è di nuovo protagonista: infatti, parte del piano di comunicazione – oltre alla campagna social – è stata la campagna Spotify e la versione Karaoke!
Il soggetto dello spot non è più rap, e lascia spazio all’ondata hipster, divertente e giocosa: autotune, certo, e un copy – divenuto testo del brano – che ripercorre i must della spiaggia e dell’estate, dai più grandi – la nonna che chiama per pranzo, un padre che gonfia il materassino – fino a chi non si sente propriamente un fusto da spiaggia.
Fino al payoff che si apre, che condivide, inclusivo e rassicurante: “la mia, la tua estate italiana”, contro il vecchio “la mia estate italiana”.

Anno dopo anno, format dopo format, restyling dopo restyling, il Gelato Italiano per eccellenza sta percorrendo, come tutti i grandi brand, la storia dell’ADV. E per farlo, ha scelto di spostare il core dal brand a un prodotto di punta, sempre diverso, sempre distintivo, ma sempre coerente e sempre in linea con quello stile che caratterizza il marchio da oltre 60 anni.

Cosa succede in un minuto su internet?

Posted by / 13 luglio 2018 / Categories: Internet & New Media / 0 Comments

Internet è sicuramente uno dei non-luoghi più trafficato del pianeta. Il tempo, qui, si dilata e si fraziona nello stesso istante: miliardi di persone si incontrano, vengono compiuti acquisti, download e scambio di dati.
Cosa succede in un minuto su internet, quindi? Beh, questo è il titolo dell’interessante ricerca portata avanti – negli USA – da Cumulus Media nei primi mesi del 2018, e che ha portato alla produzione di un’infografica puntualissima che ci mostra cosa succede nel web, nella media di 60 secondi, in tutto il mondo.

Una questione di statistica!

I dati che vengono riportati in questa infografica, riproposta anche il 29 maggio scorso da Social Media Today, ci dicono che:

  • in un secondo, 873.000 persone si collegano a Facebook;
  • quasi un milione di persone ricercano l’anima gemella su Tinder;
  • 174.000 user caricano immagini su Instagram e controllano compulsivamente il proprio feed.

Non solo social

Whatsapp e Messenger sono ormai i collettori di messaggistica più utilizzati al mondo, oltre a Telegram: infatti, in un solo minuto, vengono inviati ben 38 milioni di messaggi!
Nostalgici? Nessuna paura! C’è spazio anche per i vecchi sms: ben 18 milioni di messaggini vengono spediti ogni minuto.

Netflix, e-commerce e shop

Se i social sono ormai un universo conosciuto, le nuove piattaforme di streaming video e di shopping online sdoganano dati mirabolanti. In un minuto, infatti, vengono spesi quasi 900.000 dollari, e quasi 400 mila app vengono scaricate.
Netflix, invece registra ben 266.000 ore di video e serie tv viste complessive nell’arco di un solo minuto!

Ci rincuora vedere, comunque, come alcuni gesti un po’ più datati – non solo gli SMS, ma anche le mail, così indispensabili ogni giorno – sopravvivano alle piattaforme di project management e di task: la posta elettronica conta, infatti, 187 milioni di invii al minuto! Buone novelle, insomma, anche per l’email marketing.

Perché abbiamo deciso di parlare un tema di questo genere? Perché – è vero – ci occupiamo di advertising, e creatività, ma la maggior parte delle nostre attività trova poi la sua applicazione nel web. Che sia un sito internet, una strategia social, o un video, la rete è il background che accoglie tutto questo.
Non solo: a livello strategico è importantissimo conoscere le abitudini degli utenti, per offrire loro ciò che cercano,tra temi, accessi e piattaforme: questa ricerca può essere una risorsa reale per ogni strategia online di marketing.

E, soprattutto, perché ognuno di noi è parte di questo meraviglioso moto perpetuo!

Siks ADV e la nuova campagna abbonamenti Samp: il settimo capitolo va dritto al DNA

Posted by / 6 luglio 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing / 0 Comments

“Coraggiosa”, “geniale”, “pornografica”.
Aggettivi che in questi giorni  hanno definito, in maniera contrastante, la nuova campagna abbonamenti Samp. C’è chi approva a pieni voti, e chi, invece, lancia la pietra dello scandalo.
Una campagna che ha spiazzato, che ha fatto discutere, diventata subito virale: oggi saremo noi a raccontare la fase creativa, in questo nuovo capitolo per Siks ADV, che per il settimo anno consecutivo firma la campagna pubblicitaria di abbonamento.

Il concept di base: più biologico, che sessuale

La campagna veicolata a partire dallo scorso 2 luglio su tutti i social della squadra, sui quotidiani e in maxi affissioni nel capoluogo ligure, è nata da un’idea creativa che ha unito di concerto elementi grafici semplici, con le classiche combinazioni cromatiche blucerchiate, e un payoff sibillino. Un risultato, quello finale, che ha oltrepassato le regole, come nel migliore dei giochi di comunicazione.

Perché se la Samp è vita, la campagna 2018 di abbonamento va dritta al punto, colpendo alla genetica, al DNA, alla generazione della passione: il concetto fondante è quello di esserci sempre, fin dal primo momento, costituendo una parte del proprio patrimonio genetico. Un immagine rafforzata da un claim semplice, un linguaggio creativo in grado di uscire dagli schemi soliti e tipici del mondo del calcio che, in Italia, dal punto di vista creativo e marketing, si compone, per lo più, di una comunicazione timida, un pesante mantello di creatività standard che tra fede, lupi, prede e fauci, genera alle volte scenari calcistici autoreferenziali. Il core della campagna, la sua intenzione, è – quindi – più profondo.

In sette anni di esperienza con Samp, abbiamo avvertito il bisogno di oltrepassare una barriera, proprio per utilizzare una metafora calcistica. Ed ecco perché non siamo stati – ça va sans dire  – colti in fallo. E, della nostra opinione, è anche Del Bianco, creativo dell’agenzia Dude.

Una nuova storia da raccontare, dal primo istante

Come nelle migliori delle storie d’amore, ogni limite va sempre superato, per dare una nuova sferzata al rapporto: e così, la campagna 2018 è una sorta di coronamento creativo che supera le precedenti.
Spaziare dalle metafore feline, o al più classico senso di appartenenza generazionale – su cui abbiamo lavorato molto in passato – facendo quel passo in avanti è stato il nostro obiettivo: il tempo è maturo per scrollarsi di dosso un pesante mantello fatto di comunicazione standard, spostando l’accento all’essenza, a quel senso di appartenenza più profonda. Seminale. Dal primo istante.

La persona è sempre stata al centro, nelle campagne: adulti, anziani, bambini. Perché la Samp è la passione di una vita, trasmessa e animata dai payoff che accompagnano le campagne abbonamenti, sprigionando amore vero per il team blucerchiato: “La nostra maglia, seconda pelle”, 2012-2013; “C’ero, ci sono, ci sarò” per il 2014-2015, e “Non ciò che vedi, ma ciò che vivi”, 2015-2016.

Un susseguirsi di volti, età, generazioni, per una passione che non conosce confini. Anzi, li supera, in questa campagna concepita per arrivare dritta alla parte più profonda – quasi cellulare – dell’amore per la squadra, per il brand, per il lavoro che una comunicazione memorabile richiede, quotidianamente.

Instagram spiega come funziona il suo algoritmo: cambiamenti in vista per il mondo del visual marketing?

Posted by / 26 giugno 2018 / Categories: Instagram, Social Media / 0 Comments

Un nuovo algoritmo di feed per Instagram: la notizia è stata data da Social Media Today lo scorso 2 giugno. L’azienda di proprietà di Facebook ha analizzato, davanti a un’accolita di giornalisti esperti di tech, il nuovo modo con cui il sistema ordina i contenuti nella timeline. Nessun segreto, ma tanti nuovi funzionamenti. Vediamoli insieme!

Interesse, relazione, tempestività: gli ingredienti nuovo algoritmo

L’algoritmo brand new di Instagram tiene conto di tre importanti fattori principali, che caratterizzano il nuovo funzionamento:

  • Interesse: l’algoritmo determinerà l’ipotetico interesse della community verso ogni singolo post, calcolando innanzitutto l’impegno di chi pubblica contenuti simili, quasi tematici. Il sistema valuterà anche il reale contenuto visivo dei post, grazie agli strumenti di riconoscimento delle immagini, in continua evoluzione;
  • Tempestività: ovvero, post freschi di pubblicazione. Infatti, nei mesi scorsi, l’utenza si era lamentata del fatto che i contenuti nei loro feed fossero troppo vecchi, e così il social ha messo una pezza;
  • Relazione: i fattori utilizzati in questo calcolo potrebbero includere interazioni comuni, come commenti e like sui post degli altri, ma anche messaggi e tag (ad esempio se si è comunemente taggati nelle immagini di quella persona, e viceversa).

Insomma, l’interazione e l’immediatezza vengono premiati; ma è l’elemento di riconoscimento dell’immagine ad aggiungere qualcosa di interessante e assolutamente hi-tech.

L’organizzazione della timeline:

La natura visiva della piattaforma ha dato vita a un nuovo layout di timeline, che organizza il contenuto in canali tematici. Invece di fare riferimento ai soli hashtag, che sono comunque un elemento testuale, Instagram potrebbe anche utilizzare il contenuto dell’immagine stessa per evidenziare un tema interessante per le sue community.

Uno sviluppo, questo, che svela anche la prossima ipotetica evoluzione del sistema di algoritmi di Instagram: l’accento è posto molto di più su ciò che è effettivamente presente in ogni immagine, piuttosto che tag o didascalie. Questo ha senso: per i professionisti del marketing, tutto ciò potrebbe portare a un cambiamento significativo nel modo di pubblicare e nella scelta dei contenuti dei piani editoriali.

Oltre a questo, Instagram ha anche cercato di sfatare alcuni miti:

  • L’algoritmo non favorisce i post di immagini o video con un numero esagerato di hashtag e tag ma, come abbiamo detto sopra, si baserà soprattutto sul comportamento di ciascun utente.
  • Non c’è alcuna penalità per la pubblicazione troppo frequente: se pubblichi spesso, molto semplicemente i tuoi post saranno intervallati da aggiornamenti di altri utenti.
  • L’algoritmo non dà preferenza ai conti personali o aziendali: sono tutti classificati allo stesso modo.

Un ultimo dato: prima dell’introduzione dell’algoritmo, gli utenti spendevano circa 21 minuti al giorno nell’app, ma dal momento della sua implementazione, sono passati in media a 24 minuti al giorno per utente. Un dato significativo per un cambiamento che sembra dare una rilevanza particolare alle interazioni – social! – e ai contenuti realmente appetibili per le diverse fasce di pubblico che ogni giorno popolano la piattaforma visual più amata al mondo.

Estate? L’ADV ha un “Cuore di Panna”

Posted by / 15 giugno 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing / 0 Comments

I ricordi più indelebili sono sempre legati a una sensazione, a un “mood”, a un periodo felice e spensierato della vita, come quello che, in genere, coincide con l’estate. La spiaggia, il mare, gli amori estivi, le canzoni tormentone, e un gusto particolare: quello di uno dei gelati più amati, l’intramontabile “Cornetto”, (quasi) sempre al fianco del leitmotiv “Cuore di Panna”, che va ben oltre il payoff.

Riprendiamo così uno dei tormentoni non solo estivi, ma anche del mondo ADV, più conosciuti, attraverso la comunicazione di un prodotto che è stato il battesimo di fuoco per il brand Algida. E se il tempo passa, certi dettami restano, come quelli della comunicazione pubblicitaria legata al Cornetto: vediamoli insieme, in un carosello di advertising, tra video e cartaceo, che da oltre 30 anni fa sciogliere il cuore (e le papille) di milioni di consumatori.

La storia del Cornetto, in pochi passi

Spica, gelateria di Napoli, brevetta questo particolare formato di gelato, alla fine degli anni ‘50. Il brevetto viene poi acquisito dalla multinazionale Unilever, viste le scarse vendite dell’azienda partenopea, e viene accompagnato da un vero e proprio bombardamento pubblicitario, tra affissioni, cartellonistica – datati inizi anni ‘70 – e, un po’ più in là, da spot video divenuti iconici.

Il payoff

“Cuore di panna”. Un payoff di prodotto azzeccatissimo che è stato in grado di puntare al “cuore” dei consumatori: “cuore” come sostantivo che riecheggia amori estivi fugaci quanto un gelato lasciato al sole, e “panna” l’ingrediente principale, morbido e candido. Scioglievolezza, e chiara descrizione del prodotto in un’espressione divenuta idiomatica, uno status quo del mondo dell’advertising riconosciuto come grande non solo dai pubblicitari ma, soprattutto, dai consumatori.

Il sequel video

Gli anni ‘80 e Algida: un binomio che è andato oltre la pubblicità. L’estate aveva ufficialmente inizio quando in TV compariva lo spot del Cornetto, in tutte le sue versioni: quella anni ’80, romantica e adolescenziale; fino agli anni ’90, con la variante, sempre sulla falsariga amorosa, del 1993, e quella precedente, datata 1991, dove lo storyboard non ci racconta più dei due giovani che si ritrovano in spiaggia, dopo un anno di attese, ma ritrae una serie di situazioni quotidiane, estive, in cui si susseguono adulti, lavoratori, bambini e ragazzi, tutti accomunati dal colpo di fulmine, e dalla grande passione per il “Cuore di Panna”, protagonista all’unisono dei jingle che cambiano composizione, ma il cui punto focale resta sempre invariato.

Il mood

Cornetto Algida ha trovato la sua massima espressione nella televisione: l’unione degli elementi musicali, visivi, dello storytelling – quello vero – hanno dato vita a una miriade di spot il cui mood è stato, ed è tuttora, di facile immedesimazione. Situazioni quotidiane, desiderate, che sono state e che sono parte della vita di ognuno di noi, con un taglio e un focus particolare sul mondo adolescenziale e under 25. Una simbiosi tra ricordi e gusto che ha alimentato la storia dell’ADV coadiuvando sicuramente il successo di un prodotto che, altrimenti, sarebbe stato soffocato dal mare magnum (e qui il gioco di parole è voluto) dei mille altri gelati concorrenti, di questo e di altri brand, nazionali e non.

E oggi?

“Cosa resterà di questi anni ‘80” – e non solo -, parafrasando Raf? Cornetto Algida oggi ha rivoluzionato non solo la sua product proposal, aumentando la gamma di gusti, ma ha anche adattato la sua comunicazione alla contemporaneità: infatti, la nuova versione dello spot, uscita lo scorso aprile, vede sì lo storico tema del corteggiamento, con le musiche di J-Ax e Fedez ma, caso quasi unico nella storia del prodotto, sempre riconducibile agli anni 2000, il payoff – ormai veterano – è stato sostituito da un nuovo slogan: “falla semplice”.

I tempi cambiano, ma i ricordi restano indelebili: Cornetto Algida, con la sua storia, ha accompagnato quella di tutti noi, e siamo certi che continuerà a farlo, con o senza Cuore di Panna.

Siks Adv - Grafica & Comunicazione - Genova