Ultraviolet: benvenuto, nuovo Pantone 2018!

Posted by / 22 febbraio 2018 / Categories: Creatività, Internet & New Media / 0 Comments

“Una tonalità viola drammaticamente provocante e riflessiva, PANTONE 18-3838 Ultra Violet comunica originalità, ingegno e pensiero visionario che ci indirizza verso il futuro.” Così il team di Pantone dà i natali al trend grafico del 2018, e introduce questa nuova nuance che ha – è proprio il caso di dirlo – elettrizzato i creativi di tutto il mondo.

Un codice, il 18-3838, che rivoluzionerà l’anno da poco cominciato: una sfumatura elettrica, quella di Ultra Violet, con un nome che strizza l’occhio al mood cibernetico, ma soprattutto a un aspetto sognante, universale, che gli esperti PANTONE definiscono come «una sfumatura di viola intensamente provocatoria e riflessiva» in grado di «comunicare originalità, ingenuità e un pensiero visionario che ci indica il futuro».

E così, Ultra Violet detterà legge nella moda, nel campo del home design e, sicuramente, anche nel web design. Si tratta di una sfumatura particolare, davvero intensa, sotto certi tratti particolarmente femminile, e di grande complessità: una nuance contemplativa, che si discosta dal colore prescelto dello scorso 2017, Greenery, un verde tenero ma intenso, che sta a simboleggiare, per il colosso americano della grafica “una nuova rinascita”, contrapponendosi a ciò di cui questa nuova nuance si fa portabandiera: ingenuità, visionarietà.
Cosa hanno in comune i due colori? L’appartenenza al mondo dei toni freddi. Infatti, Pantone non propone colori caldi dal 2015, anno che si è distinto grazie allo sfavillare di un bordeaux davvero insolito e profondo, con Marsala.

La storia di Pantone: perché è così influente nel mondo della grafica (e non solo)?

PANTONE, prima di divenire il colosso conosciuto da chiunque lavori nella creatività, ma non solo, ha mossi i primi passi nel 1962 a Carlstadt, New Jersey, Stati Uniti, al 590 di Commerce Boulevard.
Un sistema, quello inventato da PANTONE, in grado di rivoluzionare completamente il mondo della grafica ad ampio spettro: infatti, il metodo brevettato dal colosso consente di classificare i colori attraverso la loro “traduzione” in un sistema di stampa a quadricromia e che comprende i classici colori ciano, magenta, giallo e nero, semplicemente grazie a un codice.
Ma PANTONE ancora non sapeva che avrebbe dato al mondo un aiuto incredibile, tanto da divenire, con il suo catalogo comprendente tutti i codici di tutti i colori creati, e denominato in italiano “mazzetta” o “tirella”, un vero e proprio must. Oggi, grafici, pubblicitari, ma anche stampatori, packaging designer e web designer utilizzando questo sistema comodo e intuitivo nella consultazione, dove i codici non sono mai cambiati, e dove ogni anno ne viene aggiunto uno, nuovo, eletto come trend.

“PANTONE color of the year”: perché è così importante?

Il PANTONE Color of the Year ha finito per significare molto di più di ‘cosa è di tendenza’ nel mondo del design; è davvero un riflesso di ciò che è necessario nel nostro mondo oggi.” dice Laurie Pressman, Vice Presidente del Pantone Color Institute.
PANTONE ha contribuito, infatti, a far sì che persone di tutto il mondo iniziassero ad attribuire al colore fascino e importanza sempre crescente: il colore è in grado – attraverso similitudini e appartenenze alla realtà quotidiana – di trasmettere significati, messaggi e valori, attraverso una impronta psicologica con cui designer, pubblicitari e team di branding sono in grado di influenzare umori e scelte. Di conseguenza, il “color of the year” di PANTONE fornisce strategicamente una traccia che il mondo della moda e del design non può non seguire, poiché basata su studi, ricerche e lavori di team che il PANTONE Color Institute porta avanti, 365 giorni all’anno.

Il Pantone Color Institute

PANTONE Color Institute è un servizio di consulenza all’interno di Pantone che prevede tendenze globali nel mondo del colore: collabora a stretto contatto con aziende e grandi brand fornendo indicazioni sul colore nell’identità del marchio, sullo sviluppo dei prodotto e su come utilizzare le nuances come risorsa strategica, sfruttandole come risorsa potente, inquadrandone la psicologia e utilizzando l’emozione che da esse scaturiscono all’interno di strategie di progettazione.

L’azienda ha anche creato delle apposite palette e ha – ovviamente – prodotto tazze personalizzate con ogni colore PANTONE: un gadget immancabile sulla scrivania di ogni grafico.

Un regalo, però, “pratico” e applicabile al lavoro quotidiano di ogni team creativo, ce lo fa Adobe, in merito a Ultraviolet, che con una serie di immagini ad alto impatto, assolutamente suggestive, ci permette di entrare nel mondo di questo nuovo colore che “suggerisce i misteri del cosmo, l’intrigo di ciò che ci aspetta e le scoperte al di là di dove siamo ora. Il vasto e illimitato cielo notturno […]”.

La strada è ancora lunga, per questo colore, nuovo nato tra le risorse della creatività mondiale. Lo vedremo nella moda, nel design e nel web, ma come verrà percepito?Quali brand lo utilizzeranno e lo inseriranno nel proprio percorso strategico?
Lo scopriremo strada facendo.

Sei annoiato dal solito grigio aziendale? Cambia colore con noi, contattaci!

S.Valentino: campagne ADV tutte da amare

Posted by / 14 febbraio 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing, Creatività / Tags: / 0 Comments

S.Valentino ha bussato alle porte di Siks ADV, e noi l’abbiamo accolto, lasciando che la sua atmosfera permeasse l’agenzia. Già, proprio S.Valentino, la festa degli innamorati, che si rivela, per brand e agenzie pubblicitarie, un’occasione golosa con cui celebrare la creatività – e l’amore verso di essa – attraverso immagini, concept, campagne e payoff. E noi di Siks, colpiti dal dardo, abbiamo selezionato i nostri cinque spot preferiti: originali, scardinanti, commoventi, d’antan e… contro gli epic fail.

Pronti a innamorarvi con noi?

L’amore ai tempi dei motori di ricerca: Google e “Parisian Love”, 2013

Google, nel 2013, ha creato questa campagna di video advertising davvero originale e che tiene conto della natura del motore di ricerca più utilizzato (e amato) al mondo, dal titolo Parisian Love: battute digitate a ritmo di accordi di pianoforte in minore, e un magico incontro tutto scritto nella tab di ricerca di Google. Mr. G. ha, evidentemente, un grande talento anche nel coltivare storie d’amore: come dice il titolo “Parisian Love”, che ci piace tradurre con “un amore parigino”, il colosso della Silicon Valley mostra il suo lato romantico, attraverso uno spot davvero molto semplice nella sua architettura e che detta, in un solo campo di digitazione, tutte le tappe di una storia d’amore. Un video essenziale, ma a cui non manca nulla per essere reputato uno tra i migliori spot – realizzato appositamente per il web – di S.Valentino. Dedicato agli amanti della semplicità.

Heineken: innamorati, assetati, esagerati. “The date”, 2011

Tanta azione, e tanto ritmo: Heineken, prodotto che per lo più si rivolge a un target verosimilmente maschile, nel 2011 ha ideato lo spot The date, dedicato al giorno degli innamorati, con un pizzico di swing per farsi ricordare nei lustri a venire. Uno spot decisamente ad alto budget, che mescola mood da film campione di incassi, con riferimenti d’azione a Tarantino e a Bollywood: commissionato dal Global Manager Heineken, Sandrine Huijgen, e supportato da una forte campagna social, lo spot ha visto una programmazione televisiva europea che è andata ben oltre il periodo degli innamorati. Una trama semplice, ma spettacolare: lui, che oltre a inseguire la sua amata, insegue anche la sua birra preferita. Uno spot barocco, ricco e davvero a effetto. Dedicato a chi non ama starsene con le mani in mano.

Nostrano romanticismo d’antan. Baci Perugina, 1974

Baci Perugina, nel 1974, ancora ai tempi del Carosello, lancia uno spot pubblicitario innovativo, e che strizza l’occhio alla Nouvelle Vague: non propriamente ideato per la festività degli innamorati, ecco un cortometraggio dove, attraverso un continuo incrociarsi di primi piani cinematografici, prende piede l’incipit di una storia d’amore. Tra una folla di amici, lui e lei si conoscono. Nessuna dichiarazione plateale, tanti sguardi e forse qualche dubbio. Ma l’amore viene presto suggellato sul leitmotiv “I baci – lo sapevi? – Sono parole“, payoff poetico che non riesce, comunque, a mettere in secondo piano la gigantesca scatola di cioccolatini protagonista del finale. Un apostrofo decisamente romantico questo, che precede l’advertising di brand degli anni ’80, così vivido, rumoroso, e decisamente meno valentiniano. Dedicato ai nostalgici e ai mélo dei tempi che furono.

Pandora: come risollevarsi – con leggerezza – dal clamore dell’epic fail.

Non dimentichiamoci del brand jewelry italiano più amato nel mondo, reduce da un epic fail abbastanza chiacchierato: Pandora, in vista di questo San Valentino targato 2018, ha lanciato una collezione di gioielli tutta nuova, venduta in esclusivi concept store. Ma, ovviamente, a un nuovo prodotto sul mercato, il brand ha corrisposto una ricca campagna pubblicitaria, in collaborazione con l’agenzia McCann, che comprende una programmazione televisiva – in onda dal 4 al 10 febbraio con la versione condensed dello spot -, stampa, radio e digital, e che sembra voler parlare a un pubblico decisamente internazionale.

Lei, bellissima e giovane, attende con trepidazione la sorpresa del suo lui. Riflette: “forse non è un tipo romantico, ciò che mi importa è che lui ci sia”. E, tra peluches giganti, bouquet circensi, carrozze con cavalli bianchi, quel “lui” arriva. E la porta in una lavanderia a gettoni. Ma l’epic fail è scongiurato da un lieto fine. Dedicato a chi ama il web, e si sente ricambiato.

Quel lato romantico di Vodafone UK: “The kiss”, 2013

Concludiamo con una massiccia dose di romanticismo, e con qualche lacrimuccia (non troppo) velata: Vodafone, nel 2013, lancia in Inghilterra una campagna –  a cura dell’agenzia Grey London – davvero toccante e profonda, il cui nome è “Sealed with a kiss”, promossa sui social, con affissioni e, soprattutto, dal video per web e TV “The kiss”. Una carrellata di immagini che ripercorre le tappe di una vita insieme, tutte accompagnate dal sigillo del bacio. E, a chiudere la cornice di questo spot dal plot davvero semplice, come l’amore sa essere alle volte, e dove i primi piani si susseguono serrati, è il payoff “Good things should last forever“: “Le cose belle dovrebbero durare per sempre”. Un memento forte, che imprime una vena dolcemente malinconica a questo spot della più grande compagnia telefonica europea. Dedicato ai temerari che non hanno paura di sciogliersi in lacrime.

Uno spot, un carattere preciso, un target da conquistare, e un messaggio da lanciare. S.Valentino, nella pubblicità, sa scoccare dardi davvero accuminati, per colpire occhi, cervello, ma soprattutto il cuore, anche di quelli che sono più restii alle mille tentazioni della festa degli innamorati.

Chi ha paura del nuovo algoritmo di Facebook? Una piccola guida ai cambiamenti.

Posted by / 8 febbraio 2018 / Categories: Advertising, Facebook, Siks News, Social Media / 0 Comments

 

Il 2018 del mondo digital è esploso con una notizia a orologeria, che ha lasciato perplessi molti social media manager, giornalisti e utenti del mondo social media: il cambiamento dell’algoritmo di Facebook. Il tutto nasce da un post-missiva di Mark Zuckerberg, datata 12 gennaio, che spiega nel dettaglio le ragioni di questo drastico cambiamento che afferisce, soprattutto, alle pagine aziendali, di cui vi riportiamo una piccola traduzione:

“Una delle nostre principali aree di interesse per il 2018 è quella di assicurarsi che il tempo che trascorriamo su Facebook sia tempo ben speso. Abbiamo creato Facebook per aiutare le persone a rimanere in contatto, avvicinandoci alle persone che ci interessano. Ecco perché abbiamo sempre messo gli amici e la famiglia al centro dell’esperienza. […]

Ma recentemente abbiamo ricevuto dalla nostra community  feedback sul fatto che i contenuti pubblici – post di aziende, marchi e media – stanno disturbando i momenti personali che ci portano a connetterci di più l’uno con l’altro.

Video e altri contenuti pubblici sono esplosi su Facebook negli ultimi due anni. Dal momento che ci sono più contenuti pubblici che post di amici e familiari, sembrerebbe proprio che nel feed delle notizie si sia persa la cosa più importante che Facebook può fare: aiutarci a connetterci gli uni con gli altri.

Ci sentiamo responsabili nel garantire che i nostri servizi non siano solo divertenti da usare, ma anche utili per il benessere delle persone. […] Sulla base di questo, stiamo apportando un cambiamento importante al modo con cui costruiamo Facebook: stiamo cambiando l’obiettivo che offriamo nostri clienti di pagine aziendali, concentrandoci nell’aiutarti a trovare contenuti pertinenti per avere interazioni sociali più significative.

Abbiamo iniziato ad apportare cambiamenti in questa direzione l’anno scorso, ma ci vorranno mesi perché questa novità si faccia strada attraverso tutti i nostri prodotti. Le prime modifiche che vedrai saranno nel feed delle notizie, dove puoi aspettarti di vedere di più dai tuoi amici, familiari e gruppi. Mentre lo implementiamo, vedrai meno contenuti pubblici come post di aziende, marchi e media. E il contenuto pubblico che vedi di più sarà considerato allo stesso livello, poiché dovrebbe incoraggiare interazioni significative tra le persone.”

Così, molti non sanno più se odiare, accantonare o se invece riconsiderare il social blu sotto altri aspetti e orizzonti. L’annuncio del nuovo algoritmo poi, non è stato visto di buon occhio nemmeno dal mondo finanziari, portando a un calo del 4,4% del titolo Facebook in Borsa.

Molto brevemente, potremmo dire che questo algoritmo porta però una ventata di aria nuova, facendo sì che venga data maggiore importanza ai contenuti degli amici. Ma il pericolo contenuti scadenti è dietro l’angolo: infatti, il nuovo algoritmo tenderebbe a privilegiare contenuti dello stesso genere,in linea con le idee dei gruppi a cui ognuno appartiene, a scapito di contenuti eterogenei, rendendo la strada più spianata alle tanto temute fake news.

Ma quali sono, in concreto, i cambiamenti che questo algoritmo porterà alle pagine? E agli utenti privati? Partiamo proprio da loro;

  1. come abbiamo appena affermato, dando maggiore risalto ai contenuti degli amici, i contenuti affini alle opinioni circolano con maggiore forza fra persone appartenenti a uno stesso gruppo (di amici);
  2. Proprio per questo, il nuovo algoritmo dichiara guerra alle fake news, grazie alla possibilità di segnalarle, e dando la possibilità di bloccare i profili personali di chi condivide post falsi;
  3. Il social creato da Mark  Zuckerberg è stato interessato da una diminuzione di contenuti pubblici e di condivisione di post pubblici, mentre sono aumentati gli scambi conversazionali e privati, con un incremento massiccio dell’utilizzo del Messenger (tanto che, ora, le aziende avranno la possibilità di far apparire i propri annunci anche qui);
  4. il nuovo Feed profilerà maggiormente gli utenti: il controllo su questi dà la possibilità al social di venire a conoscenza, e catalogare, like, appartenenze, gusti e passioni;
  5. Infine, l’algoritmo farà apparire, a ogni nuovo log in, notifiche su like e commenti, invogliando così gli utenti a collegarsi al social più spesso, grazie a un effetto che nasce dal sentirsi apprezzati dai nostri amici e follower.

E per le pagine? Verranno favoriti i contenuti che creeranno maggiore interazione, che sapranno suscitare conversazioni e commenti, video in diretta in primis, a scapito di video e contenuti considerati più anziani e meno coinvolgenti, come – per esempio – le tanto amate gif.

  1. Look and feel: l’obiettivo dei social è quello di rendere, anche visivamente, il NewsFeed più scorrevole, leggibile, per un’esperienza utente migliorata, dove i post legati a pagine aziendali  vengano visualizzati in maniera minore, a meno che non siano sponsorizzati: la media? Un post aziendale ogni 20 post del newsfeed degli amici;
  2. Un colpo, questo messo in atto dal nuovo algoritmo, che era già annunciato dal feed esplora, passato piuttosto inosservato: la cosiddetta reach organica delle pagine aziendali era già stata messa a dura prova qualche mese fa. Infatti, questo Feed Esplora lasciava che nella home si potessero leggere solo post degli amici e contenuti sponsorizzati, dopo il crollo delle visualizzazioni organiche, del traffico organico, e delle interazioni datato 2016;
  3. Facebook non è mai stato uno strumento gratuito. O, per lo meno, non lo è più da diversi anni. Oggi, il socia che registra il maggior numero di utenti attivi al mondo, è anche uno dei più potenti mezzi di digital advertising. Per questo, risulta sempre più necessario, attivare una buona strategia di investimento per essere visibili come pagine aziendali, promuovendo contenuti che abbiano valore e qualità.

Nulla di nuovo sul fronte occidentale, quindi: investire in ADV, cosa già necessaria da qualche tempo, ora diventa un’esigenza vera e propria, da calibrare e da inserire tra i propri business plan per non arrestare la reach e la visibilità della propria pagina. Ma non c’è da disperare: con le giuste skills e la consulenza giusta, ecco che anche questo scoglio si potrà aggirare, per salpare verso mari più tranquilli.

 

Imparare, identità, crescita e fidelizzazione: il 2017 di Siks ADV, tra parole chiave e numeri.

Posted by / 28 dicembre 2017 / Categories: Advertising, Campagne Marketing, Siks News / 0 Comments

Se dovessimo racchiudere il 2017 in una massima – la letterina a Babbo Natale, ormai, è  fuori tempo massimo – potremmo citare un detto cinese che fa, più o meno, così:

 “Imparare è un tesoro che seguirà ovunque il suo padrone”

Una chiosa filosofica, per questo 2017 che riesce a essere la summa perfetta di questi 365 giorni assieme, qui in Siks ADV, dove la comunicazione non dorme mai.
E, se dovessimo fare un gioco, uno di quelli che si fanno dopo i cenoni, sulle tavole ancora imbandite, scegliendo le parole chiave di questo 2017, una di queste, sarebbe sicuramente “imparare”.

La prima parola: “imparare”

Perché? Perché imparare è stato alla base delle attività di questo anno: migliorare e approfondire le conoscenze è il miglior modo per riuscire a mantenere al proprio fianco i clienti, così preziosi, che sono parte delle nostre giornate, e che sanno insegnare, a loro volta, sempre qualcosa di nuovo.
Uno stimolo, questo, che portiamo avanti, arricchendolo con studio e dedizione, sperimentazione e applicazione delle teorie più recenti.
Un continuo aggiornamento, per mantenere le proprie radici sempre più forti e stabili.

La seconda parola: “identità”

La seconda parola, invece, potrebbe essere “identità”, concetto che si rifà al nostro logo: i loghi sono elementi spesso mutevoli, cangianti, oggetti di continui restyling, a seconda – anche – delle dinamiche lavorative e delle nuove expertise che si apprendono via via. Ma noi siamo legati a questo logo che abbiamo creato ormai 15 anni fa, che ci ha sempre rappresentati, e che continuerà a farlo nel tempo.

Così, la piccola protagonista del logo di Siks ADV, la lettera del sanscrito “Na”, il cui significato è “imparare e insegnare”, è il focus del nostro lavoro: impariamo continuamente da chi ha scelto di darci fiducia; e, al contempo, formiamo le nostre risorse e i nostri clienti. Uno scambio di reciprocità che permette di lavorare in armonia e con risultati che ci riempiono di soddisfazione. Siks, il nostro nome, invece significa “oggetto dei sensi”, che è l’essenza della comunicazione in sé. Una storia, questa, che forse non ti avevamo mai raccontato.

La terza parola del gioco: “crescita”

Il 2017, per noi, è stato un anno di crescita, attraverso la quale abbiamo sviluppato maggiori competenze e il migliorato, giorno dopo giorno, il nostro lavoro, affinandolo e plasmandolo. Tutti gli anni, al momento del bilancio, ci troviamo cresciuti; ma, quest’anno, un po’ di più: il continuo mutamento della tecnologia e degli strumenti ci obbligano infatti a essere proattivi e realmente aperti verso il mondo esterno. Un’occasione, questa, che bussa quotidianamente alla porta di chi fa comunicazione.
Per questo abbiamo studiato e approfondito le nostre conoscenze, crescendo su diversi campi, come lo  sviluppo video e montaggio, l’aspetto social e di digital marketing, di cui l’intero staff si sta interessando.

La quarta parola: “fidelizzazione”

Tutto questo succede perché c’è chi ripone, quotidianamente, fiducia in noi, come vertice di quel processo che si chiama fidelizzazione, portato avanti con professionalità e ascolto, che non si arrende mai, nemmeno davanti alle complessità che certi lavori o certi clienti comportano, sempre spinti dalla volontà di fornire creatività e follow up a 360 gradi. Dalla cosmesi, al calcio, fino alla grande distribuzione: sono tanti i clienti che, da tanti anni, scelgono di restare con noi.

“Piccolo spazio pubblicità”: non solo parole, ma anche numeri

Questo è quello che diceva Vasco Rossi; ma Pier, il nostro account, preferisce affermare che “chi lavora per il calcio può lavorare in ogni settore”, riferendosi alle tempistiche serratissime che questo ambiente ha. E, da 10 anni siamo l’agenzia di Sampdoria Calcio: curiamo video della squadra con editing per la TV, creiamo l’advertising per le campagne abbonamenti, curiamo la personalizzazione delle giovanili di Casa Samp, dello stadio e  dei campi di allenamento.

Collaboriamo poi con ISHI,cliente nel mondo della cosmesi, che ci porta davanti a una sfida quotidiana ed emozionante: l’incontro delle dinamiche B2B con quelle B2C, con lancio prodotti nuovi, per il sonno, per l’idratazione, creando il giusto taglio di comunicazione anche per promozioni su centri estetici e sui trattamenti viso e corpo.

Nella grande distribuzione, hanno scelto di darci fiducia clienti come Kerotris, per cui curiamo la gestione della comunicazione nei punti vendita, per cui creiamo ADV e comunicazione in partnership con Bennet, per apertura dei punti vendita sul piazzale delle GDO.

E poi, ancora, Setti fireworks, che allestisce grandissimi spettacoli pirotecnici; Tierre group, con la gestione delle fiere, la creazione di un nuovo catalogo anno 2018 con più di 15.000 referenze, gestione e aggiornamento siti internet dei vari brand, progettazione del’ADV per i 20 anni di attività; fino a Vacchetti, per cui abbiamo curato, proprio in questi giorni, il catalogo natale 2017, e già programmato il catalogo estate 2018, con gestione degli shooting su differenti location, e post produzione.

Qualunque sia la strada che vorrai percorrere nel 2018, noi saremo qui, con soluzioni e idee creative per ogni bisogno comunicativo. Perché ci crediamo ogni giorno, accettiamo le sfide, impariamo e condividiamo: questa è l’essenza della crescita, e il nostro augurio per tutti voi.

Buone feste da Siks ADV!

Advertising e censure: dal vintage a oggi, le campagne pubblicitarie che hanno creato scalpore

Posted by / 14 dicembre 2017 / Categories: Advertising, Campagne Marketing, Creatività / 0 Comments

Un curioso caso successo nei giorni scorsi ha portato la nostra attenzione, qui in Siks ADV, sul tema della censura, raccontato con dovizia di particolari da Finestre sull’Arte: Londra e Vienna si sono fronteggiate in un testa a testa vivo, acuto e divertente sul tema pruderie (legato alle nudità esposte nei quadri di Schiele, di cui si celebrerà il centenario della morte, censurati nella Metro della capitale inglese). Un discorso, questo, che ingloba censura, come abbiamo detto, ma anche arte e pubblicità, e che hanno determinato la risposta di Vienna attraverso affissioni dal gusto puramente advertising, corredate di payoff scardinante e hashtag. Insomma, una campagna di tutto rispetto in risposta a una censura fin troppo puritana.

Sì, perché è proprio la pubblicità a essere tuttora sottoposta a questa norma di controllo, e – quasi sempre – a scapito della sua originalità. Provocazione, irriverenza, a volte mancanza di pudore: tratti che hanno determinato il successo di alcune tra le campagne censurate che hanno maggiormente creato scalpore, e portato alla gloria art director, copywriter, fotografi e intere agenzie.

C’è di più: advertising, pubblicità, réclame. Diversi nomi, per un’anima unica che, dalla sua nascita – nel ridente periodo della Belle Époque –  ha visto cambiamenti di forma, di trasmissione del messaggio, per un obiettivo sempre cangiante: dalla semplice brand awareness, come i guru del marketing la chiamerebbero oggi, collegata alla vendita di un bene o un oggetto, puntando sulla sua bellezza, utilità e unicità (un esempio sono le magnifiche pubblicità Art Nouveau firmate da Giovanni Maria Mataloni e ora in mostra a Treviso), fino ai tempi moderni della censura di quei messaggi giudicati, alle volte, troppo ammiccanti, o fuorvianti, per la società.

E, se è pur vero che a Natale siamo tutti più buoni, oggi ci sentiamo un tantino cattivelli, e vi proponiamo la nostra personale selezione di advertising censurate in una carrellata tra anni ‘60, ‘90, 2000, attualità, nel panorama italiano ed internazionale.

United Colors of Benetton: galeotto fu il bacio…

La provocazione dell’anno 1991 è firmata, ça va sans dire, da Oliviero Toscani, che cura gli scatti di quasi tre decenni di campagne pubblicitarie dello storico marchio trevigiano. Una costante: il contrasto tra le tinte unite del marchio, candide protagoniste spesso anche delle advertising, in contrasto con i messaggi forti e mordenti che escono dai primi e primissimi piani del fotografo. Una pubblicità, questa del bacio a fior di labbra tra prete e suora, che ha scatenato le ire del Vaticano, e di numerose associazioni religiose tra Italia, Francia e Germania. Una mossa furbetta del brand che la censura, sia italiana che d’Oltralpe, non ha potuto non mettere a tacere.

Vintage e ammiccante: Chef Kenwood, 1963.

Dal payoff scelto dal brand americano di elettrodomestici da cucina – “I’m giving my wife a Kenwood” – al messaggio intrinseco di questa campagna pubblicitaria del sogno americano datata 1963: “Chef – il nome del robot da cucina –  fa tutto, tranne che cucinare. Ed è per questo che esistono le mogli” sembrerebbe esclamare il marito dall’espressione sorniona, mentre la moglie lo abbraccia, estasiata.

All’epoca, questa pubblicità creò scalpore: non tanto per il messaggio che oggi definiremmo sessista e di genere, quanto per le espressioni audaci dei protagonisti dell’immagine unite a un payoff che ammicca ai doveri coniugali. Un intervento di censura mediatica, quindi, oltre a quella dei benpensanti d’oltreoceano dell’epoca.

“Choose one”: una sottile linea di accusa in difesa dei bambini

Restiamo sempre negli USA,ma passiamo ai giorni nostri : Moms Demand Action, un movimento di madri americane che richiede la tutela dei più piccoli su diversi fronti, ha commissionato nel 2016 questa campagna, dal titolo “Choose one”. Un messaggio chiaro, lampante: è più pericoloso l’ovetto Kinder – per via delle dimensioni delle «sorpresine» che possono essere ingoiate – o il fucile d’assalto impugnato dalla bambina e in dotazione all’esercito USA e acquistabile in ogni armeria del paese?

Paragone, questo, che non è piaciuto per nulla all’ente censorio americano figlio del Maccartismo e ancora oggi in vigore. Della stessa serie: il pallone da Dodgeball, e la fiaba di Cappuccetto Rosso. Il termine di paragone è, ovviamente, sempre l’AK47.

Mental Wealth” – Playstation Sony, 1999

Tra uno zapping e l’altro, e tra i primi video di MTV Italia, è comparsa questa pubblicità, definita dall’ente censorio italiano pericolosa e non adatta a un pubblico facilmente impressionabile e minorenne. Mental Wealth era il titolo della campagna spot TV del lancio di Sony Playstation diretta da Chris Cunningam, notorio regista di video musicali dell’artista techno Aphex Twin, tradotta in Italia con “Ricchezza Mentale” e che vedeva il paragone tra una nuova ed esaltante esperienza di gioco, con un nuovo livello di conoscenza e di elevazione, quasi alienante. Complice un messaggio un po’ spinto, ma perfettamente in linea con lo spirito gaming del prodotto, lo spot è stato eliminato da ogni fascia pubblicitaria garantita dopo due mesi di trasmissione. Ma, nonostante questo, ha segnato una generazione.

Quasi 20 anni dopo, Playstation strikes again

A 20 anni di distanza Playstation Sony fa riparlare di sé, con una campagna decisamente meno acuta, meno sottile e molto più bonaria.

“L’avete già fatto oggi? Scommetto che vi è piaciuto. Quante volte l’avete fatto ieri? Temete di farlo troppo spesso? Lo fate anche in camera, sotto le coperte? Preferisci la cucina o il bagno? O forse ti piace farlo in giardino?”. Una serie di domande ammiccanti poste da una dottoressa provocante allo spettatore di là dallo schermo: 50 secondi di mosse feline che sono valsi una censura immediata. Per via del cattivo gusto, delle accuse di sessismo, il colosso Sony ha visto mutilata la sua campagna, non solo in Italia, dedicata al lancio del Remote Play, un sistema di gioco in streaming, cancellata anche dall’ormai puritano YouTube.

Siks Adv - Grafica & Comunicazione - Genova