Fragrances ADV: campagne pubblicitarie dal profumo inconfondibile

Posted by / 19 aprile 2018 / Categories: Campagne Marketing / 0 Comments

Nel mondo dell’ADV, la moda, il fashion, e il suo vastissimo sottobosco delle fragranze, sanno essere una fucina di spunti: coreografici, controversi, accattivanti, con campagne che portano la firma, gli scatti e i cut dei migliori fotografi e videomaker del mondo.
Addentriamoci, quindi, in un piccolo grande viaggio all’interno delle migliori campagne delle maison couturières e dei loro profumi.

Marc Jacobs: Instagram, quando ancora non c’era

Il designer Marc Jacobs ha creato, con il fotografo Juergen Teller, una campagna ADV fatta di semplici scatti dall’estetica – oggi – molto identificabile, filtrata e davvero poco patinata: una campagna che sembra parlare di Instagram, oggi, e dei suoi filters. Il tutto però, avvenuto nel 2002, ben 8 anni prima del grande avvento del social network che alla moda, e alle sue celeb, ha dato una spinta clamorosa.
Soggetto dell’advertising è la fragranza Daisy by Marc Jacobs, e il volto protagonista, forse il più iconico, è quello della regista Sofia Coppola, tra bagni in piscina e candide lenzuola.

Chanel: i mini blockbuster per la fragranza storica della maison

La maison Chanel, per la mitica fragranza Nº 5, utilizza, storicamente, invece, una tecnica completamente opposta a quella di Jacobs, con campagne ADV caratterizzate da mini blockbuster, veri e propri cortometraggi che hanno iniziato a essere prodotti negli anni ’70, quando Ridley Scott ha diretto l’allora volto della fragranza, Catherine Deneuve, passando per Alain Delon, indimenticabile protagonista a bordo piscina per l’Eau Savage.
Memorabile, infine, lo spot datato 2004, dove il binomio con Nicole Kidman-Baz Luhrmann (regista di Moulin Rouge) ha dato vita a un corto di tre minuti costato ben 102 milioni di dollari.

Calvin Klein: ADV, androginia e scalpore

Calvin Klein è da sempre amante della controversia per quanto riguarda la sua comunicazione: a partire dal 1981, quando la sedicenne Brooke Shields ha confessato al mondo che “non c’era niente tra lei e i suoi Calvin’s” (ovvero, i suoi jeans).
Quel concetto di barely legal ritorna preponderante nelle campagne advertising, fotografiche, e contrastanti nel loro bianco e nero elegante e quasi bon ton, prima per CK One (1991), e poi per Obsession, la fragranza lanciata nel 1993 con una giovanissima Kate Moss, testimonial androgina, in grado di personificare uno dei mood fotografici, nel mondo della pubblicità fashion, tra i più persistenti.

Yves Saint-Laurent si mette a nudo

Lo dice il nome stesso della fragranza: “pour homme”. E Yves Saint-Laurent, fashionista e mitico stilista, nel 1971, decise di promuovere il profumo posando per il famoso fotografo Jeanloup Sieff completamente nudo.Una scelta che oggi non farebbe battere ciglio al più puritano degli osservatori ma che, a quel tempo, suscitò molto scalpore. Una fotografia elegante, pulita e sobria, dove la nudità in posa statuaria del designer ha dato origine a una serie di sequel contemporanei: nel 2001, il nuovo direttore creativo di YSL, Tom Ford, ha replicato questo annuncio iconico per la nuova fragranza M7 con il modello Sam de Cubber ripreso, completamente nudo, in posizione frontale. Un omaggio, ancora più ardito.

Scalpore, bellezza, idee: la linfa dell’ADV della moda, e del mondo delle fragranze, sa raccontare, ispirare, farsi ricordare, senza cambiare mai – nel corso dei decenni – la sua impronta.

Project managing: Drive e Calendar, la bellezza della semplicità

Posted by / 12 aprile 2018 / Categories: Internet & New Media / 0 Comments

Per gestire un progetto lavorativo o digitale, ormai, agenda e telefono non sono più sufficienti: chiunque abbia a che fare con la comunicazione utilizza tool di project managing: ne abbiamo elencati alcuni tra i più noti e apprezzati in questo articolo .
Anche Mr. Google, però, dall’alto della sua esperienza, ci offre la possibilità di ottenere un bilanciamento perfetto di due tra le risorse free più utilizzate nel mondo digitale, che consentono di mantenere un ottimo controllo sulle task, sul rispetto delle tempistiche. In più sono gratuiti, e quindi perfetti per bilanciare operatività e budget: Google Calendar e Drive!

Google Calendar: le funzioni più “skillate”

Potremmo sicuramente dire che Calendar è una risorsa piena di sorprese: se dovessimo fare una breve panoramica di tutto ciò che ci consente, potremmo dire che è possibile creare un calendario in cui inserire i punti salienti del progetto, le scadenze e i promemoria e condividerlo con il team.

Ma c’è molto di più:

  • La funzione offline: basta settare le impostazioni su “offline” del calendar. Perfetto per quelle evenienze non così rare in cui avere a disposizione una wifi è pressoché impossibile!
  • L’aggiornamento con mail e sms: sempre tramite le impostazioni, possiamo inserire il nostro indirizzo Gmail e il nostro numero di telefono, per ricevere notifiche sugli eventi imminenti.
  • La possibilità di stampare il calendario in PDF: copy smemorato? Grafico ancora ancorato al buon vecchio cartaceo? Ecco come ottenere un pratico calendario in PDF tutto da evidenziare e da tenere sulla propria scrivania.
  • Funzione ricerca: devi spostare un appuntamento, ma non riesci a trovarlo? Usa la barra in alto a destra, e ricerca il tuo evento in maniera velocissima.
  • Project managing per emisferi (geograficamente) opposti: Calendar ti fornisce un modo semplice per gestire un team di persone che lavorano in fusi orari diversi: ti basterà sovrapporre i calendari dei membri del team per verificare quando sono tutti disponibili per meeting e call.

Google Drive: uno per tutti, tutti per uno

Google Drive: non è un semplice insieme di folder – o cartelle, che dir si voglia -.

Al suo interno, infatti, esiste un mondo di possibilità, per gestire un progetto nei suoi contenuti – l’anima – tra grafiche, copy, file Excel, video storage e molto altro:

  • creare cartelle è facile proprio come crearle da Desktop;
  • hai la possibilità di condividere le tue cartelle con i collaboratori più adatti, semplicemente cliccando su “condividi”, e inserendo il loro indirizzo mail;
  • nelle cartelle puoi non solo caricare file di qualsiasi tipo, ma puoi creare documenti di testo e worksheet direttamente con i Google Docs;
  • condivisione e Google docs = modifiche in tempo reale, fatte anche a più mani. Così, se dopo un briefing c’è quella cosetta da cambiare, lo si può fare subito, in team, condividendo immediatamente il risultato.

Questi strumenti, non sono solo altamente intuitivi, ma sono anche gratuiti. Infatti – oltre all’immensa costellazione di quelli che sono i tool Google per semplificare le giornate lavorative e i carichi di lavoro – è possibile gestire le attività di project managing anche quando i budget per operare sono, come a volte può succedere, ridotti all’osso.

Come combinare Google Calendar e Drive assieme?

Molto semplice: possiamo descrivere, all’interno del singolo giorno di Calendar, appunti, note e… inserire link. Vogliamo sincronizzare il materiale per un meeting all’interno di Calendar, quindi? Non ci resta che copiare il link della cartella che desideriamo dal Drive, incollandolo all’interno delle note di Calendar.
Un gioco da ragazzi, perfetto sia per chi si sta approcciando al project management, sia per chi ha necessità si un’alternativa a tutti quei tool così laboriosi, a volte dispendiosi, e desidera uniformare il proprio lavoro attraverso una piattaforma unica, per  un punto chiaro e condiviso della situazione.

Samp: la passione diventa un progetto creativo

Posted by / 5 aprile 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing / 0 Comments

Se ti diciamo “calcio”, a cosa pensi? Probabilmente a cori, spalti, bandiere, derby e partite; forse a quel sogno dell’infanzia dove già ti vedevi un fantasioso centrocampista.
Tutto questo immaginario, così vivido, che ti accompagna per una vita, proprio come la passione per la tua squadra del cuore, fa sempre capo a un immaginario creativo: icone, colori e strategie che devono essere silenziose ma vivide, per entrare nella mente e nelle emozioni di ogni tifoso, alimentando la sua sete di vittoria.
Chi lavora per il calcio può lavorare in ogni settore”, ci ha detto un giorno il marketing manager della Samp: da ormai 7 anni, qui in Siks, trasformiamo la passione blucerchiata in un lavoro. Siamo l’agenzia partner che produce Samp tv, l’advertising creativo per le campagne abbonamenti e tutte le attività di comunicazione come la personalizzazione di Casa Samp.
La Samp ci insegna quotidianamente a lavorare in un ambiente complesso, grazie alla forte necessità, tipica di questo ambito, di rimanere sempre aggiornati, superando le competenze pregresse.
Quello che si direbbe one step beyond.
Ma la Samp è la passione di una vita, che cerchiamo di trasmettere e animare – per esempio – con i payoff che accompagnano le campagne abbonamenti e che sprigionano l’amore per il team blucerchiato: “La nostra maglia, seconda pelle”, 2012-2013; “C’ero, ci sono, ci sarò” per il 2014-2015, e “Non ciò che vedi, ma ciò che vivi”, 2015-2016. Tutto, rigorosamente, in una combinazione inscindibile con le cromie tipiche della squadra.
Un progetto che non dà confini alla creatività: oltre alle campagne, infatti, abbiamo creato un cartone animato per celebrare l’anniversario della vittoria dello scudetto. Un lavoro completo che ha coinvolto tutti i noi in agenzia: da chi ha disegnato i personaggi, somiglianti alle vecchie glorie; chi ha realizzato gli sfondi scenografici, chi ha animato e montato, fino al sound designing e al voice over di Ricky Tognazzi. Ecco qui il risultato del nostro lavoro:

Un lavoro che ci diverte, ci entusiasma, che a volte si pone come una grande sfida, e per il quale cerchiamo sempre, tra un passaggio e l’altro, di trasformare un assist in una rete. :)

Bonus Pubblicità: la buona notizia che aspettavi per i tuoi investimenti in ADV

Posted by / 22 marzo 2018 / Categories: Advertising, Campagne Marketing / 0 Comments

Nuove detrazioni anche per il mondo dell’advertising: dopo le prove magistrali datate 2017 – dove l’articolo 57 bis del Decreto Legge 50/2017 aveva dato una prima voce al credito d’imposta – oggi, chiunque voglia investire in pubblicità, può beneficiarne in modalità estesa e senza troppi vincoli. Curioso? Allora ti raccontiamo qualcosa di più.

Ma cos’è il credito di imposta?

Te lo spieghiamo brevemente, cosicché tu possa comprendere a pieno le sue molteplici possibilità per il tuo brand o la tua impresa, che non può più accontentarsi del passaparola, e che desidera un tam-tam mediatico: il credito d’imposta, detto anche Bonus Pubblicità, è un’agevolazione fiscale sugli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie che copre dal 75 al 90% della somma investita. Ne possono beneficiare diverse categorie: dai lavoratori autonomi, alle imprese, fino agli enti non commerciali, come le associazioni.

Quali costi pubblicitari copre il nuovo credito di imposta?

Grazie al DL 50/2017 puoi investire in spazi pubblicitari, affissioni, ma anche inserzioni e publiredazionali sulla stampa locale, regionale o nazionale, fino all’online, passando per spot radiofonici o pubblicitari.

Il tutto tramite una ricompensa che verrà versata attraverso un pratico modello F24. Puoi beneficiare di questi crediti per tutto il 2018!

Come beneficiare del Bonus Pubblicità?

Basterà inviare una domanda al Dipartimento per l’Informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso richiesta telematica pre-investimento, una volta che avrai creato un piccolo plan di investimento e spese, per ottenere poi il credito. Credito che, però, deve essere superiore almeno dell’1% rispetto agli investimenti pubblicitari effettuati nell’anno precedente.
Quindi, il credito di imposta, ti dà la possibilità di coprire queste spese per la promozione anche se nell’anno successivo hai investito poco, o nulla.

Un iter semplice e una grande opportunità per tutti: farsi conoscere non è mai stato così semplice.

Se desideri saperne di più e realizzare con noi la tua campagna creativa, contattaci!

GDPR: il nuovo regolamento privacy europeo al debutto

Posted by / 15 marzo 2018 / Categories: Internet & New Media / 0 Comments

GDPR: il nuovo regolamento per la privacy europeo

GDPR: una sigla con cui dovremo prendere confidenza. Si tratta, infatti, di un acronimo che sta a indicare “General Data Protection Regulation 2016/679”, normativa che diventerà definitivamente applicabile in tutti gli Stati dell’Unione europea, start up comprese.

Il Regolamento Privacy europeo GDPR sarà in vigore a breve, dal 25 maggio 2018: vediamo innanzitutto in cosa consiste e perché è nato. In poche parole, il GDPR riguarda alcune funzioni principali, come:

  • esplicitare il consenso nei moduli di contatto a tutti i servizi a cui l’utente presta il consenso all’utilizzo dei suoi dati. Per esempio: se con l’invio di una richiesta informazioni viene inserito nella newsletter, va detto e va inserita una spunta dedicata;
  • il banner per il blocco dei cookie, che viene mantenuto, ma che dovrà essere presente sui siti web di tutte le aziende, agenzie, imprese e organizzazioni;
  • la privacy cookie policy rimane invariata: nessun cambiamento;
  • il titolare del trattamento dovrà dare prova di avere il consenso per utilizzare i dati dei clienti.

A garantire tutto questo, viene nominata una figura particolare: il Data Protection Officer, una persona fisica che costituisce il punto di contatto per la gestione delle problematiche legate alla data protection, all’interno di un’azienda, di un’agenzia o in un’organizzazione.

Cosa comporta il nuovo Regolamento Privacy europeo GDPR?

Il Regolamento Privacy europeo GDPR non è un nemico che parla burocratese, ma un insieme di regole unitarie, amiche delle diverse tipologie di business, per incentivare l’integrazione del Digital Single Market, il mercato unico europeo dove viene garantita la libera movimentazione di beni, servizi, capitali e persone. Il GDPR prevede un’applicazione diretta in tutti gli Stati membri dell’Unione, permettendo di creare un unico regime di protezione dei dati per tutto il territorio dell’UE.
Protagonista del Regolamento Privacy europeo GDPR è il consenso: prima era libero, specifico, e sempre revocabile, anche nel caso fosse per iscritto; mentre ora è sempre revocabile, ma inequivocabile. Il titolare, infatti, deve essere in grado di dimostrare di aver ottenuto il consenso dell’interessato secondo i requisiti della legge.

Per questo verrà creata la “prova del consenso”:

Come abbiamo appena detto, il titolare deve essere in grado di dimostrare che ha acquisito il consenso dell’utente in una modalità valida. In particolare, però, dovrà dimostrare:

  • chi ha prestato il consenso;
  • quando è stato prestato il consenso;
  • come è stato richiesto questo consenso;
  • a quali documenti l’utente ha prestato il proprio consenso, oltre ai documenti di privacy e cookie policy che deve aver accettato.

La “portabilità del dato”

Si tratta di una tutela per chi ha sottoscritto il consenso: i dati devono essere comunicati al titolare in formato elettronico, leggibile e soprattutto riutilizzabile per poterli conservare o per trasferirli a un altro titolare.
Questo diritto alla portabilità del dato, che è una facilitazione, riguarda solo:

  • i dati trattati con strumenti automatizzati;
  • i dati il cui trattamento di basa sul consenso dell’interessato o su un contratto;
  • i dati trasmessi direttamente dall’interessato: non sono più validi, quindi i dati derivati o i metadata.

Il “diritto all’oblio”: cosa significa?

Altro punto fondamentale di queste nuove normative riguardano il diritto all’oblio.
Gli interessati hanno infatti diritto di richiedere la cancellazione dei dati che li riguardano salvo:

  • quando entra in gioco il diritto alla libertà di espressione e informazione;
  • per la difesa in sede giudiziaria.

Conosci la tua azienda?

Una domanda molto importante, questa: il GDPR prevede un forte cambiamento in quella che è la responsabilità del titolare del trattamento, che deve compilare un registro delle attività di trattamento, documento in cui il titolare tiene traccia dei dati relativi a dipendenti, fornitori, partner e soprattutto clienti, indicando e finalità del trattamento: un obbligo, quello del registro, per le imprese con più di 250 dipendenti, ma che può rappresentare anche per le piccole realtà una risorsa di gestione più efficace e ordinata della sicurezza dei dati.

Il GDPR mette qualunque persona nella condizione di controllare consapevolmente i propri dati, garantendo il diritto all’informazione, all’accesso, alla rettifica e alla cancellazione dei dati, il diritto alla limitazione del trattamento e il diritto di opposizione: il cambiamento ormai, è in atto anche qui in Siks ADV. Speriamo di esserti stati utili con questa piccola guida!

Siks Adv - Grafica & Comunicazione - Genova