Gigi Ghirotti Onlus si racconta: la mostra al Municipio di Sestri Ponente

Posted by / 27 settembre 2018 / Categories: Creatività, Graphic Design, Realizzati da Siks / 0 Comments

 

Sembra ieri, e invece è già passato un anno. L’autunno, in Siks ADV, si riapre con l’appuntamento della Gigi Ghirotti Onlus di Genova, e con la solidarietà verso questa associazione a cui abbiamo regalato un po’ del nostro cuore.
Infatti, proprio il 28 settembre parte la mostra fotografica “Passione, cura, amore”: un momento vivo, toccante, al contempo pieno di forza, un racconto per immagini della vita e della quotidianità della Onlus che dal 1984 opera, con i suoi volontari, per alleviare il dolore nei malati oncologici e SLA.

Il nostro contributo, come Siks ADV, è stato dato creando i manifesti, curando il flyer, così come il progetto grafico: proprio come 365 giorni fa, ci siamo dedicati alla realizzazione del layout dell’esibizione, curando la suddivisione delle immagini per tematiche, il posizionamento delle foto e delle loro didascalie.
Gli eventi della Gigi Ghirotti Onlus sono sempre un momento intenso, profondamente umano, in grado di rispecchiare perfettamente l’operato che l’associazione porta avanti nel quotidiano della nostra Genova e della regione Liguria: tutti questi elementi hanno portato alla scelta, nuovamente, del colore blu e delle sue sfumature come elemento portante delle grafiche. Una nuance, questa, che è sì vicina all’ambiente in cui l’associazione opera, ma che è anche in grado di rappresentare e comunicare serenità, positività, caratteristiche e qualità che appartengono profondamente a operatori e ai volontari.
E così, anche il titolo della mostra diventa un elemento di racconto: una didascalia del mood con cui l’associazione porta avanti quotidianamente la sua missione:  con “passione, cura, amore”.

Perché la Gigi Ghirotti è al fianco di chi combatte, ed è portatrice di un messaggio estremamente positivo, che veicola attraverso gli eventi e le tantissime iniziative che portano avanti con un continuo fermento, tra concorsi di poesia, teatro, e feste della solidarietà a cui è bellissimo prendere parte. E noi vi suggeriamo di non perdervele: potete trovare il programma delle iniziative a questo link http://www.gigighirotti.it/eventi/programma . La mostra fotografica, invece, si terrà a partire dal 28 settembre: la sua casa, per questa edizione 2018, sarà il Municipio di Sestri Ponente, in Via Sestri 34, al primo piano, nella nostra splendida città.

 

Facebook Watch è approdato in Italia!

Posted by / 21 settembre 2018 / Categories: Facebook, Social Media / 0 Comments

A distanza di 20 giorni dal lancio, anche in Siks abbiamo deciso di parlare della buona novella nata in casa del gigante blu dei social: Facebook Watch, la nuova piattaforma video on demand.
Già, perché il colosso marchiato Zuckerberg non poteva certamente mancare nel grande mercato dei contenuti video, e dopo il grande successo di Netflix e delle altre decine di piattaforme che offrono sit-com, film, miniserie e altre deliziose amenità. Vediamo insieme come funziona.

Il mercato del video on-demand

La Pay-tv, ormai, sembra un vecchio ricordo: come sostiene, infatti, Corrierecomunicazioni, i ricavi delle piattaforme on-demand, come Amazon e Netflix, aumenteranno del 12% nella sola Europa occidentale, entro il 2021, viste anche le imminenti notizie in tema di sviluppo della rete, con il futuro lancio della rete 5G. Un background, questo, che Facebook non poteva certamente ignorare.

Come funzionerà Facebook Watch?

Il debutto della piattaforma risale allo scorso 30 agosto: un lancio che non è passato in sordina, preannunciato da un paio di anni, per un canale già attivo da un anno negli USA. Ora Watch è disponibile in tutto il mondo: e gli account attivi sono già due milioni.
L’ispirazione che sta alla base di questo nuovo canale è proprio YouTube: i video, infatti, vengono proposti sulla base alle preferenze di ogni utente. Come si esprimono, però, queste preferenze? Ovviamente attraverso il buon vecchio like, e in base alle interazioni con gli amici e i loro post. Non solo: proprio come succede con le notizie del feed, anche i video di Watch potranno essere salvati, per essere visti successivamente.

Per quanto riguarda la programmazione e la scelta del menù video, questa funzionerà come in tutte le piattaforme on demand di video: molti dei contenuti saranno realizzati appositamente per Watch! Alcuni degli show attualmente presenti sono Red Table Talk con Jada Pinkett Smith, e Huda Boss, trend particolarmente made in USA, già pronti per sfondare anche in Italia.
Watch è disponibile su iOS e Android, sul web, ma non solo: lo trovi anche sulle TV Apple, Samsung, Amazon e Oculus.

Video Party: cosa sono?

Watch esprime con le sue funzionalità un primato: quello del coinvolgimento attivo dei follower e degli utenti grazie ai Video Party, in cui gli utenti possono commentare i contenuti durante la visione, interagendo con gli altri utenti che sono, in quel momento, collegati. Un po’ come succede con le dirette Facebook. Questi Video Party saranno attivi durante le prime visioni e gli eventi live, oppure in occasione di live e talk show. Insomma, il pubblico potrà così abbattere le barriere che da sempre hanno caratterizzato lo spettatore ante litteram, immergendosi in una realtà vivida, interattiva e basata sulla condivisione.

Restiamo in attesa, quindi, dei risultati: Watch è gratuito, e rappresenta una freschissima novità nel mondo social e interattivo. E tu? Hai già fatto il primo accesso? Noi non vediamo già l’ora di rimetterci sul divano, carichi di pop-corn e curiosità!

Editing del testo: una questione di galateo comunicativo

Posted by / 14 settembre 2018 / Categories: Advertising, Internet & New Media / 0 Comments

Sei sicuro di essere solamente “leader del settore”? Davvero ti piace definirti “un’azienda giovane e dinamica”? Beh, siamo certi che non sia così: esistono, infatti, centinaia di parole pronte a descrivere al massimo chi sei e cosa fai. Parole che parlano di “te”, evitando il pericolo di farti divenire “uno tra i tanti”.
E il trucco c’è, ma non si vede: un attento lavoro di revisione testuale è quello che ci vuole. L’editing dei testi è un intervento sottile da parte di un occhio esterno che garantisce un lavoro di limatura (il famoso labor limae) per rendere i tuoi testi più adatti al target del messaggio, più personali e corretti.
Un po’ come lucidare le vecchie posate, prima di esporle: si tratta di un tocco che, per molti, è solo un dettaglio ma che, per gli occhi più attenti – quelli dei nostri, e dei vostri clienti – è sinonimo di grande attenzione nei loro confronti. Una questione di galateo comunicativo, quindi: una ragione in più per sottoporre a un copy, i testi di un sito web, una brochure, un comunicato stampa, a un lavoro di revisione.

Le altre ragioni? Te le spieghiamo qui:

  • sai cosa vuoi esprimere, parli un italiano naturale. Ma questo non significa che il tuo testo non abbia bisogno di correttezza ultra formale, e di qualche escamotage in grado di raccontare qualcosa come lo faresti tu, ma meglio;
  • un testo ha bisogno essere “svecchiato” con frequenza: la lingua si evolve, cambia, i termini si modificano. E i tuoi testi hanno la necessità di parlare con attualità;
  • la nostra lingua è esposta ai meccanismi comunicativi che continuamente la plasmano. Spesso, però, il burocratichese, il medicalese, il politichese, il linguaggio dei social, sono barriere: la terminologia specialistica non possono inficiare un testo che, invece, deve essere pulito, neutro, esemplificativo. Un testo deve avvicinare, non allontanare;
  • non è vero che i lettori vadano tutti di fretta: il 45% di loro, infatti,legge attentamente ciò che gli viene proposto. Insomma, una bella immagine certamente spalanca le porte dell’attrazione, ma il testo è la chiave che fa ritornare le persone al nostro contenuto. Un potenziale da sfruttare, senza dubbio.

In cosa consiste un iter di correzione di bozze?

Tanti piccoli step compongono un cammino verso la meta della chiarezza espositiva, dell’eleganza, e della brevità. Ecco un piccolo insieme di procedure che ti aiuterà a capire come si svolge questo lavoro:

  • trovare gli errori ortografici, sintattici e lessicali;
  • correggere gli errori;
  • trovare sinonimi o termini semanticamente più attinenti al tema, dando una ricchezza lessicale incrementata e più in target con il messaggio che desideriamo dare;
  • modificare sintassi e punteggiatura, rendendo il testo più leggibile, elegante e articolato, ed evidenziando al tempo stesso i periodi più importanti, facilitandone la comprensione da parte del lettore;
  • tagliare gli eccessi, riassumere ciò che non è necessario: se parliamo al web, dobbiamo essere più stringati;
  • inserire le ancore visive: corsivi e grassetto in primis, per evidenziare le parole chiave o creare un “filo del discorso”;
  • sistemare i titoli, rendendoli accattivanti e ben confezionati.

Per concludere con le parole dell’unione internazionale dei correttori, ecco qual è il valore di un’attività come questa: “così come saper pitturare una parete non significa essere capaci di dipingere un quadro da esporre a una mostra, parlare una lingua in modo naturale non presuppone la conoscenza perfetta della sua ortografia e grammatica. Chi non percepisce un’imprecisione, non la può migliorare; e chi non sa rilevare un errore, non è in grado di correggerlo. Per questo è necessario affidarsi a un professionista.”
Una piccola provocazione per comprendere il grande potenziale che i tuoi testi hanno. Non credi?

Facebook e il nudo. Quando la censura è a regola… d’arte.

Posted by / 6 settembre 2018 / Categories: Facebook, Social Media / 0 Comments

Scandalo al sole: l’estate social 2018 è stata contraddistinta da un momento non troppo nobile per il canale del pollice blu che, tra le migliaia di immagini di selfie marittimi, gambe abbronzate e aperitivi sulla spiaggia, ha preferito censurare i nudi di un noto museo europeo: si tratta dei quadri di Rubens, oggetto di una diatriba tra il museo che li ospita e Facebook, già noto per i suoi giudizi ben poco elastici nei confronti del nudo, compreso quello artistico.

Peter De Wilde, CEO di Visit Flander –  l’ente turistico delle Fiandre, che ospita anche la House of Rubens – si è visto costretto a escludere la piattaforma di Zuckerberg dal media planning dei suoi canali: infatti, Facebook ha censurato completamente – grazie ai suoi “cleaners” e agli algoritmi che consentono l’identificazione dei contenuti per adulti – i nudi del maestro fiammingo.
E la notizia, datata 28 luglio 2018, ha fatto il giro dei canali d’informazione.

I panni sporchi si lavano via video (virale):

Un approccio punitivo, questo, che in realtà “si estende al 20% delle opere fiamminghe presenti sul social” sostiene sempre De Wilde. Quindi, l’ente del turismo, ha deciso di dar vita a una strategica protesta via video e web, ironica e dissacrante, in cui i turisti e i visitatori della House of Rubens di Anversa vengono invitati ad allontanarsi dalle opere del pittore per «proteggersi dalla nudità» e dallo scandalo.

Un esercito di guardiani della morale, vestiti come una squadra d’assalto, e sulle cui pettorine, dal blu inconfondibile del social californiano, si legge “fbi – social media inspector -”. I visitatori vengono interrogati sui loro account social. Chi ne possiede uno, viene automaticamente allontanato dall’opera dove compare un nudo. La risposta dei turisti ? Un’espressione ammutolita, tra l’incredulo e sconcerto!

La replica di Facebook

Il team Facebook ha risposto, probabilmente rosso d’imbarazzo nel viso, che sta «rivedendo il suo approccio sul nudo nella pittura per quanto riguarda la pubblicità sul social», continuando a ribadire che, ad ora, le regole del social filtrano i contenuti per adulti o «le nudità o altre attività sessualmente provocatorie».

Un caso, questo, che ha suscitato ilarità e polemiche da parte della stampa europea e di tutti gli appassionati d’arte, ma non unico nel suo genere: infatti, già “La Liberté guidant le peuple” di Eugene Delacroix, era stata messa al bando dal social per via del seno nudo della Marianna, così sfacciatamente in primo piano; come le nudità nervose dell’austriaco Schiele, uscite dalle polemiche social, perché censurate – addirittura – dal comune di Londra.

Concediamoci una piccola licenza: quella per cui… la pruderie non è mai troppa. Se le modifiche all’algoritmo di Facebook, lanciato pochi mesi fa, hanno dato adito a polemiche tra social media manager ed esperti sempre del mondo social, questo censor beep del canale poco discriminante, non aiuteranno certo la sua reputazione tra i musei e le fondazioni che lavorano con l’arte e che, si stima, abbiamo un tasso di iscrizione al social di Zuckerberg pari all’89%.

Raymond Carver: la scrittura, fondamento di ogni copy

Posted by / 27 luglio 2018 / Categories: Creatività / 0 Comments

Settimane concentrate, parlando di ADV, gestendo progetti di comunicazione multicanale, lavorando in maniera pratica sui siti web e la programmazione.
Ma le vacanze sono sempre più vicine, e il pensiero scivola dolcemente verso argomenti più rilassati, creativi, quasi morbidi.
La letteratura, per esempio.
E se vi dicessimo che la letteratura è una miniera di scrittori che, oltre a occuparsi di poemi e romanzi, hanno inconsapevolmente teorizzato una tipologia scrittura ideale da applicare anche nel copywriting?
Uno tra tutti: Raymond Carver, storico writer americano, splendido romanziere e grande conoscitore della parola. Proprio lui parla di scrittura persuasiva, efficace, applicabile al pensiero pubblicitario.
E oggi, allora, vorremmo approfondire la sua figura e i punti che sono direttamente fruibili nel copy, per apportare un nuovo slancio creativo alle nostre (e vostre) parole.

La storia di Carver: non solo uno scrittore

Nato nel lontano Oregon, nel 1938, ci ha lasciati nel 1988. Eppure, la sua carriera fulminea è stata luminosa e costellata di successi. Ma mai facile.
Raymond cresce in una famiglia umile, e così, sin da giovane, svolge tantissimi lavori – che lui non esita a definire “lavori di merda” – per potersi pagare il college di WallaWalla.
La moglie, che sposa a soli 17 anni, sarà sempre la sua grande forza, o almeno fino all’incontro con un’altra donna, l’ultima della sua vita. E sarà un vero colpo di fulmine anche l’incontro con Faulkner e Gordon Lish, oltre ai corsi di John Gardner, suo insegnante e mentore.
Nel 1960 è curatore di Selection, la rivista dell’Università di Chico, dove appare il mitico racconto  “Furious season“, ma la sua esistenza è un’altalena, tra successi e difficoltà – Carver non smetterà mai, a periodi, di fare lavori faticosi e più umili, fattore che ha influenzato profondamente la sua produzione e il suo stile di scrittura – matrice di romanzi splendidi: da “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” a “La Cattedrale“, fino all’ultima opera “Il nuovo sentiero per la cascata“.
E, memorabile, tra tutte: “Il mestiere di scrivere“.

Il mestiere di scrivere: il testo da cui ogni copy parte

Il testo esce per la prima volta nel 1997, postumo, in Italia. Pagine che scorrono tra autobiografia e preziosi consigli, a volte dati in maniera inconsapevole, che riescono a tessere insieme una splendida tela, una guida per il lavoro di copywriting e, ancora prima, di scrittura nuda.
Esercizi di stile e di creatività, applicabili direttamente al proprio lavoro quotidiano: Carver si racconta e svela trucchi del mestiere che sono le fondamenta di ogni tipologia di scrittura, anche quella pubblicitaria. La dimostrazione? Sta in 5 regole fondamentali.

Il mestiere di scrivere: 5 regole da applicare al copy

  • Start with carpe diem

Cogliere l’attimo, sempre. Carver scoprì la rivista “Poetry” un giorno, mentre faceva il fattorino, a casa di un cliente. Aveva 18 anni. Impiegò ben 28 anni per inviare le sue poesie alla rivista che, nel frattempo, aveva rischiato di scomparire. Senza “Poetry” non ci sarebbe stato il Carver che conosciamo, forse. Non aspettare, metti nero su bianco la tua idea, e difendila anche davanti al più spietato dei project manager.

  • Words that matter: usare le parole più giuste

Scegli la parola evocativa. La parola che trasmette la giusta sensazione, e indirizza il lettore sulla strada più corretta: “terra” o “suolo”? Dipende da cosa vogliamo comunicare: la materia polverosa, la madre della vita, oppure la sua connotazione più scientifica? A noi la scelta.

  • Endless editing: non si finisce mai di editare

Un concetto che Carver imparò da Gardner, il suo mentore: chi scrive scopre cosa vuole veramente trasmettere attraverso la rilettura e la modifica del suo lavoro. Un percorso di affinatura e, al contempo, di conoscenza intima con le proprie trasmissioni su carta (o desktop).

  • Puntare alla punteggiatura

Distogli, coinvolgi, attrai: la punteggiatura, secondo Carver nel “Mestiere di scrivere” è un valore costante che permette di modulare ciò che vogliamo dire. Usarla con consapevolezza è fondamentale, per coordinare e subordinare, ma anche per colorare e dare un ordine gerarchico ai concetti.

  • Non barare

Trucchetti ed espedienti per ottenere click attraverso un titolo: è la (a volte cattiva) prassi quotidiana. Carver sosteneva che i trucchi fossero noiosi per il lettore, condizionandone l’attenzione. E celano un pericolo: le parole e i sentimenti si rivelano poco sinceri quando l’autore scrive di cose che non conosce, di cui non è convinto. Nel copy, quindi, inserire quindi call to action senza averle comprese prima è un qualcosa di deleterio, che allontanerà l’interesse di chi ci sta leggendo.

E così, nei prossimi giorni di vacanza, per chi ancora non conoscesse questo superbo e sincero autore, portarlo in borsa con sé rappresenta certamente l’occasione per rientrare a settembre con un’ispirazione e una consapevolezza maggiore.

Arrivederci a settembre!

Siks Adv - Grafica & Comunicazione - Genova