“Solving fake news, for good”. Una frase che racchiude un intero mondo: quella dell’intelligenza artificiale applicata alla sconfitta delle fake news.

Il pay-off è quello ideato da Fabula AI, giovanissima azienda start-up nata nel 2018 in Inghilterra ma che ha già stretto un importante patto salvifico con Twitter proprio in merito alla possibilità di intercettare le notizie non veritiere e le loro fonti di trasmissione fermandone e indagandone la diffusione.

Una notizia, questa, che corre tra le fila del web dai primi giorni di questo caldo giugno e che annuncia una tecnologia apparentemente in grado di risollevare le sorti del social dell’uccellino blu, la cui crisi cronica di nuovi iscritti è stata decretata circa due anni fa come irreversibile. Ma oggi si apre un grande spiraglio: perché proprio Twitter diventa il protagonista di questo studio applicato? Perché questo social è il prediletto – per la sua brevità, e per la nutrita comunità che lo compone – di stampa, giornalisti, editori e case editrici. Ruoli e professioni che devono quotidianamente difendersi dalle fake news.

Machine graph learning contro le fake news

Precisamente in data 3 giugno, Twitter ha annunciato di aver acquistato questo format di Fabula AI una tecnologia chiamata “graph deep learning” in grado di identificare i contenuti non veritieri con precisione e profondità attraverso una tecnica che si basa sull’analisi qualitativa dei grandi numeri di dati: relazioni, connessioni, contenuti che circolano sul web e che vengono condivisi su Twitter.
Gli ingegneri di Fabula AI sono stati piuttosti scevri nella spiegazione dei vari step di cui si compone questa tecnologia di intelligenza artificiale, effettivamente troppo particolareggiati per chi non è ferrato in ingegneria informatica: quello che importa, è che la tecnica sviluppata dalla startup si concentra sul “come” avviene la diffusione della cattiva informazione anziché soffermarsi, come fa la maggior parte dei sistemi che combattono le fake news, sul contenuto stesso degli articoli.

Come funziona questa tecnologia?

Questa tecnologia si basa su una serie di algoritmi che sono letteralmente in grado di apprendere da giganteschi set di dati generati nel tempo dagli utenti sui social network. Fabula AI parte da un postulato: tutti i contenuti “fake” che diventano virali si diffondono con una velocità vorticosa rispetto alle notizie vere e non alterate. Inoltre, questo sistema analizza anche i meccanismi di condivisione: in questo modo si può intercettare l’argomento sul quale intervenire, poiché Fabula AI, infatti, ha paragonato la modalità di diffusione sui social e nel web dell’informazione errata come a un media come a una malattia si diffonde, cercandone una “cura” in grado di impedirne il dilagare.

Migliorare la salubrità delle conversazioni” è l’altro punto su sui si sofferma il creatore di Fabula AI – società il cui co-fondatore è l’italiano Fabrizio Monti -. E così, dopo Google e Facebook, anche l’uccellino blu comincia il suo cammino virtuoso verso una comunicazione migliore e più veritiera. I risultati? Li vedremo tra qualche mese. E, infatti, Twitter ha annunciato che “l’acquisizione di Fabula AI aiuterà a sviluppare le nostre capacità interne di machine learning, grazie alle competenze del team di ingegneri e sviluppatori” che si stanno occupando di nutrire e far crescere questo portentoso sistema di intelligenza artificiale al servizio della comunicazione umana.