Le nostre antenne sono sempre ben sintonizzate sul mondo dei social media: infatti, questi potentissimi canali sono in grado di darci il polso della situazione non solo del mondo marketing e digital, ma anche di come le persone – che sono il nostro target privilegiato per comunicare – recepiscano e vivano questi spazi.
E proprio le “persone” sono al centro delle ultime novità del mondo social media: tra un brand che lascia il tavolo di gioco a carte scoperte, Facebook che implementa una funzione strettamente “umana”, e Snapchat che si avvicina ulteriormente alla sua fetta di pubblico. Il tutto, in tre news dal mondo digital che in questo freddo aprile hanno saputo scaldare il cuore di tanti marketers. Tra un bug e l’altro.

Lush (UK) lascia i social

Mail, telefono, chat sul sito web e, ovviamente, punti vendita e flag stores: questi sono gli unici mezzi attraverso cui clienti e (ormai ex) follower potranno raggiungere Lush nel Regno Unito. Il famoso brand beauty 100% vegano ha infatti annunciato – con un tweet – l’uscita di scena dai social UK.
Una decisione che sembra voler far riflettere su due punti: algoritmi invadenti, e necessità di stringere un contatto diretto, un approccio “human to human”, ma anche una riflessione sul non voler più pagare per la visibilità confluita dalle campagne ADS.
Un ritorno alle origini? Beh, di certo si tratta di una mossa che non riguarda la totalità dei paesi in cui il brand è presente, e che si restringe solo a un player della strategia social del brand. In Italia, infatti, i canali Lush sono ancora attivi!

Facebook lancia la funzione per commemorare i defunti

Se per qualche brand l’orizzonte social si è fatto scuro, ecco che per uno strano gioco di tempistiche, proprio mente Lush saluta i media per dedicarsi al contatto umano, Facebook lancia un’estensione che consentirà alle persone di unirsi e celebrare il ricordo di qualcuno amato, con la funzione di commemorazione dei defunti: si tratta di una modalità attraverso cui creare una community che dia spazio a ricordi, aneddoti e messaggi per ricordare chi è venuto a mancare, dalla funzionalità semplice e immediata. Infatti, un amico, un parente, o un erede della persona scomparsa potrà divenire amministratore del profilo, trasformandolo così in pagina di commemorazione: un admin, a tutti gli effetti, che potrà anche fare affidamento su standard di controllo – da parte della piattaforma – molto alti, per far sì che il ricordo rimanga puro e non venga strumentalizzato in alcun modo.

Snapchat si potenzia, per il piacere del suo pubblico

Notizia di soli 4 giorni fa: Snapchat sviluppa nuovi filtri e una sezione “show” che sembra voler percorrere un binario parallelo a quello di Facebook Watch.
Snapchat è un sistema di chat nato solo nel 2011 a opera di due studenti di Stanford, ed è certamente uno degli strumenti più utilizzati nella quotidianità tra i teenagers.
Non solo: Snapchat sta divenendo, in sordina, un social a tutti gli effetti. Infatti, nel 2013, Snapchat suscitò l’interesse di Zuckenberg che offrì ben 3 miliardi di dollari per l’acquisto della piattaforma. Oggi, a quasi 5 anni dal rifiuto di quell’offerta così cospicua, ecco che Snapchat si concentra sul lancio di serie – veri e propri show pomeridiani, tra cui uno realizzato da BuzzFeed – e di una piattaforma gaming con cui giocare in tempo reale con i propri amici durante una semplice chat, fino alla piattaforma per sviluppatori. Ma questa, forse, è una storia che merita un approfondimento a parte!

E così, tra down sempre più frequenti dei colossi, come quelli di Instagram, Facebook, Whatsapp – un malfunzionamento di concerto che risale al 15 aprile e che segue di appena 30 giorni il down più lungo della storia, durato ben 14 ore – all’orizzonte non ci sono solo abbandoni, neanche troppo a malincuore, come quello di Lush, ma anche alternative e strumenti che ci permettono di allargare la nostra visione social, ampliandola e rendendola differente, come con Snapchat, per una strategia che tenga conto non solo della vera socialità, quella che si basa su rapporti tra esseri umani, ma anche di scorciatoie e di nuove risorse che – chissà – un giorno potranno costituire una risorsa con cui andare controcorrente.