YouTubers: ve li ricordate? Ne abbiamo parlato, nei mesi scorsi, in questo post: giovani, famosissimi, a livello internazionale, che tutto sanno e tutto conoscono di beauty, di gaming, di web series e, per questo motivo, sono specchietti per le allodole davvero irresistibili per ogni big brand che si rispetti, tanto da finire sulle pagine di Forbes per introiti e traffico.

Oggi, proviamo ad alzare l’asticella e guardiamo alla nascita di un nuovo fenomeno che ruota sempre attorno l’universo digital advertising: stiamo parlando dei cosiddetti Kids Influencer; ovvero bambini – giovanissimi, spesso in età da scuola primaria – che recensiscono prodotti perfetti per la loro età, come giocattoli, vestiti principeschi e videogames, guidati da mamma e papà nel mondo dell’influencer marketing, facendo faville tra post di Instagram.
E poco importano le limitazioni imposte dai social per quanto riguarda l’accesso alle piattaforme da parte dei minori di 14 anni.

La generazione “Alpha”

Dopo i millenials e la “Z generation” ecco che arriva la “Generazione Alpha”: un nome che lascia poco all’immaginazione. Infatti, con “Generation Alpha si sottendono i bambini nati, e che nasceranno, dal 2010 al 2025: ovvero, la prima generazione totalmente appartenente al 21° secolo.

Figli dei Millennials, la Generation Alpha utilizza smartphone e tablet in modo totalmente naturale, perché sono nati insieme a iPhone, iPad e varie applicazioni, e stanno crescendo con la voce – familiare quanto quella di un nonno – di Siri, di Alexa e di Google: per il mondo degli Alpha, infatti, interagire con l’Intelligenza Artificiale e gli assistenti vocali è, semplicemente, naturale. Così come è naturale per loro preferire YouTube Kids alla semplice vecchia TV.

Il quadro tracciato dal Kids Digital Advertising Report

Il mercato pubblicitario non può dunque ignorare la naturale evoluzione delle generazioni, così come non può ignorare l’incredibile opportunità che la generazione Alpha costituisce: e, proprio da questo postulato, parte l’approfondita analisi del Kids Digital Advertising Report, pubblicato alla fine del 2017, dall’agenzia PWC.CO.UK.
Cosa ci racconta questo survey? Eccone un breve sunto:

  • La pubblicità per bambini sotto i 13 anni è una pratica sempre più regolamentata negli Stati Uniti e in Europa: e sono sempre di più i brand dedicati ai più piccoli che mirano a raggiungere, con differenti tecniche di advertising, i “luoghi” del web in cui questi ultimi passano buona parte del loro tempo online.
  • Il report stima, inoltre, che il mercato del kids digital advertising potrebbe raggiungere circa  1,2 miliardi di dollari entro la fine del 2019, supportato dai trend di consumo, dai media dedicati ai più piccini, e dalle intenzioni dei brand di crescere digitalmente, con la consapevolezza che i prodotti “kidtech” siano il nuovo oggetto del desiderio.
  • La diminuzione della visione della TV da parte dei bambini porta allo sviluppo di nuove piattaforme. O meglio, le nuove piattaforme, con YouTubeKids, hanno portato all’impoverimento dei palinsesti televisivi, con conseguente migrazione dell’offerta advertising su questi nuovi canali. Un inventario di prodotti che cambia magazzino, abbracciando il nuovo mondo digitale, nuovi sistemi comunicativi e nuovi linguaggi.

Strategia, emozione, o sovraesposizione?

Baby e Kids Influencer non sono una novità, ma rappresentano un’evoluta emulazione del mondo dei genitori, influencer anch’essi. Prendiamo per esempio la famiglia Ferragni e il piccolo Leone, su cui riflettori e aspettative erano già puntati da prima della sua nascita; oppure contempliamo il mondo USA dove sono sempre di più i genitori che sottopongono ai riflettori di Instagram i loro figli. Basta infatti, una foto emotivamente esplosiva, patinata, e un tag a un prodotto: pochi ingredienti per collegare strategia ed emozione, ricevendo l’attenzione mediatica e dei brand.
Ma parliamo anche sovraesposizione: dal settembre 2018, infatti, l’accesso libero ai social network, quindi senza l’esplicito consenso dei genitori, non può avvenire per i minori di 14 anni.
Eppure, la generazione Alpha sta ugualmente esplodendo sui social visual, dando un contrastante eco a un mercato crescente che punta tutto su di loro.