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Sapevate che anche i loghi più famosi hanno storie normalissime, che partono da un semplice font, da un’intuizione improvvisa o da una casualità?
Scopriamo insieme i processi creativi dietro ai loghi più famosi del mondo analizzandone logotipo (la parte testuale, creata da zero o a partire da un font) e pittogramma (simbolo grafico).

Coca Cola

Il logo di Coca Cola è stato creato nel 1886 da un semplice contabile, Frank Mason Robinson, che aveva certo più a che fare con i numeri che con la grafica. Infatti la scelta del font non fu particolarmente originale: si trattava dello Spencerian Script, che a quei tempi era molto in voga negli Stati Uniti, tanto da apparire inflazionato.
Eppure la scelta si rivelò vincente: da allora, se si esclude un tentativo di redesign nel 1980, il logo è rimasto sempre lo stesso, andando incontro solo a lievi modifiche.

Nike

Dietro a uno dei loghi più iconici del mondo si nasconde la storia più vecchia del mondo: lo sfruttamento di una studentessa sottopagata!
Scherzi a parte, è così che andò: Carolyn Davidson, studentessa di grafica della Portland State University, disegnò il logo Nike nel 1971, per soli 35 euro.
Il fondatore della Nike, inizialmente scettico di fronte al celebre swoosh (“Lo trovo banale”), dovette presto ricredersi: il pittogramma rese immediatamente riconoscibile il brand. La storia regalò un lieto fine anche alla designer, che ricevette alcune delle azioni dell’azienda.
Di fronte alla potenza evocativa del pittogramma, la scritta “Nike” assume minore importanza, ma pensiamo sia comunque interessante spendere due parole a riguardo: il font utilizzato a partire dal 1978 è il Futura, considerato il font geometrico per eccellenza, qui declinato in versione Bold Condensed Oblique. In linea con lo swoosh, il font esprime forza (suggerita dal bold), dinamicità (data dall’inclinazione) e stabilità (ispirata dalla forma squadrata dei caratteri).

Google

Non ci crederete, ma Sergey Brin, co-fondatore di Google, creò il logo nel 1997 grazie all’aiuto di un programma gratuito che viene snobbato da molti grafici: GIMP.
Il font utilizzato fino al 2015 è il più “classico” che ci sia, il Times New Roman, mentre la versione attuale presenta un font sans serif (senza grazie) in modo da apparire più leggibile da mobile.

Youtube

Il logo di YouTube, colosso del video sharing online, prende ispirazione dalla fonte che meno vi aspettereste: la carta stampata!
Il font, infatti, deriva dall’Alternate Gothic, progettato da Morris Fueller Benton nel 1903 per l’American Type Founders Company. Lo scopo era quello di creare un carattere che risultasse perfettamente leggibile anche negli strettissimi titoli di colonna dei quotidiani.
Insomma, l’Alternate Gothic è un carattere chiaro, intuitivo, riconoscibile... tutte caratteristiche ricercate da YouTube per il proprio logo.

McDonald's

Il font utilizzato da McDonald’s è Akzidenz Grotesk, progettato dalla fonderia tedesca H. Berthold AG nel 1898.
A una prima occhiata sembra familiare perché è alla base di caratteri conosciutissimi come Helvetica, Univers, Arial, etc.
Il pittogramma invece si ispira agli archi gialli che, a partire dagli anni ‘60, adornavano le entrate dei punti vendita del marchio: visti da una certa prospettiva, sembravano formare una grande M, da qui arriva l’intuizione per l’iconico simbolo.

Apple

Chiudiamo con uno dei loghi più enigmatici ed emblematici del mondo, che inizialmente… era fin troppo elaborato e didascalico!
Il logo originale, ideato dal co-fondatore Ronald Wayne nel 1976, era composto da un’illustrazione di Isaac Newton sotto un albero di mele, luogo in cui avrebbe avuto l’ispirazione per la scoperta della legge di gravitazione universale. Se già vi sembra troppo, sappiate che non è tutto: oltre a riportare l’intera dicitura “Apple Computer Co.”,
il logo includeva anche una lunga citazione del poeta romantico William Wordsworth: “Newton… a mind forever voyaging through strange seas of thought… Alone”.

Resosi conto che il logo non funzionava, il co-fondatore Rob Janoff, dopo aver acquistato delle mele al supermercato e averle tagliate e disposte sul tavolo, propose la celebre mela con il morso (aggiunto, banalmente, per far sì che la mela non si confondesse con una ciliegia): il resto è storia.
Il simbolo si è rivelato essere talmente potente che, dal 1984 in poi, il logo della Apple mostra solo la mela, senza scritte aggiuntive: less is more, decisamente.

A volte basta una semplice intuizione per dare vita a un simbolo eterno. Noi di Siks possiamo aiutarti a rendere riconoscibile il tuo brand con un logo che lo rappresenti al meglio: contattaci!